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INDICE

 

IV - 2003 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Vito Sibilio,
Le parole della prima crociata,
Tesi di dottorato di ricerca in Storia dei centri delle vie e della cultura dei pellegrinaggi nel medioevo euromediterraneo,
Università degli studi di Lecce, 2003.


Indice

Introduzione

Capitolo I
Le parole della Prima Crociata. Analisi della terminologia del Papato di Urbano II


Premessa
Roma, Bisanzio, Clermont: quadro storico delle origini della Crociata
Urbano II e le parole della Crociata: il corpus delle lettere
Urbano II e le parole della Crociata: analisi dei testi


Capitolo II
Oltre le lettere pontificie: le orazioni di Urbano II a Clermont

Premessa
Urbano secondo Baldrico: via in Jerusalem
Urbano secondo Guglielmo di Tiro: onus peregrinationis
Urbano secondo Roberto: sancta peregrinatio
Urbano secondo Fulchero: negotium Dei
Urbano secondo Guiberto: pia proelia
Urbano secondo Guglielmo: memorabile iter
Urbano secondo Naucler: labor pro fide
Le parole della Crociata: documenti per una storia dell'etica?


Capitolo III
Il Papato e le parole della guerra. Alla ricerca degli antecedenti del lessico crociato

Premessa
Urbano II e le parole della guerra. i suoi conflitti non crociati tra restitutio, iter e auxilium ecclesiae
"Bellum Christi in regno Christi": il Papato riformatore e la guerra
"Maledictus homo qui prohibet gladium suum a sanguine": Gregorio VII dux et pontifex
"Eice ancillam et filium eius". Il Papato e le lotte contro i Saraceni
Parole della guerra e parole della Crociata. Spunti per una comparazione
Le parole della Crociata: bilancio di un successo


Capitolo IV
Le parole e gli storici della Prima Crociata. La continuità del lessico da Urbano II ai cronisti dell'impresa

Premessa
I Gesta Francorum et Aliorum Hierosolymitanorum: alle origini della storiografia crociata
La storia dei testimoni oculari: l'Historia de Hierosolimitano Itinere di Pietro Tudebouf
La storia dei testimoni oculari: la Historia Francorum qui ceperunt Ierusalem di Raimondo di Agiles
La storia dei testimoni oculari: l'Historia Hierosolimitana di Fulchero di Chartres
Oltre i testimoni oculari: l'Historia Hierosolimitana di Roberto di San Remigio Oltre i testimoni oculari: l'Historia Hierosolimitana di Baldrico di Dol
Oltre i testimoni oculari: i Gesta Dei per Francos di Guiberto di Nogent
La storia degli eroi: i Gesta Tancredi in Expeditione Jerosolymitana di Raul di Caen
La storia degli eroi: la Historia Hierosolymitanae Expeditionis di Alberto di Aquisgrana
Il fiorire della storiografia crociata: la Historia rerum in partibus transmarinis gestarum di Guglielmo di Tiro
Ulteriori testimonianze terminologiche degli storici crociati
Le parole della crociata da Urbano II agli storici dell'impresa. Valutazione della continuita'
Dalle parole del papa a quelle degli storici. L'anello mancante di un'evoluzione terminologica

Conclusione
Elenco delle abbreviazioni
Bibliografia
Indice


Abstract

La tesi di dottorato ha come scopo l'analisi del lessico denotativo della Prima Crociata contenuto nei documenti cancellereschi di papa Urbano II, mediante la ricostruzione delle ragioni che spinsero il pontefice ad adoperarlo e la loro riconduzione al contesto culturale e teologico dell'epoca. Il lessico crociato viene poi confrontato con quello adoperato dal papato in genere per patrocinare altre guerre meritorie, combattute o contemporaneamente o in precedenza. Poste le differenze ed evidenziate le somiglianze tra i vari sistemi logico-linguistici così rintracciati, l'indagine prosegue saggiando in che misura il lessico forgiato dal papa fu recepito dalle fonti storiche coeve.

Il punto di partenza è dato dall'analisi dell'importanza dei soggetti parlanti e del loro statuto storico-culturale, alla luce della metodologia antropologico-linguistica di M.Foucault, allo scopo di evidenziare l'utilità di un simile studio.

Inquadrato poi il contesto storico dell'indizione della Crociata, la tesi passa ad esaminare i documenti cancellereschi per evidenziarne la terminologia. Il commento che viene sviluppato mette in evidenza che il modello supposto dai documenti è il pellegrinaggio biblico armato dell'Esodo, e ricostruisce il clima culturale dell'epoca, in cui la professione delle armi, per la mediazione del pellegrinaggio, veniva assimilata al monachesimo, come sistema di vita che, sia pure pro tempore, garantiva il distacco dal mondo e la santificazione. Le lettere, peraltro, sviluppano il concetto della meritorietà della guerra, partendo dal presupposto dell'interscambiabilità della militia spiritualis e di quella armata, entrambe considerate una lotta contro il male, e quindi un servizio di Cristo. Equiparando poi, sia pure in modo implicito, il viaggio dei crociati alla venuta di Cristo nel mondo, poiché entrambe le cose sono segnate dal dono della vita per la salvezza del prossimo, le lettere giustificano la natura della Crociata quale guerra umanitaria e quale pellegrinaggio legittimamente armato, da cui scaturisce il suo valore espiativo e la concessione dell'indulgenza. Questi concetti vengono evidenziati, nel corso della trattazione, grazie ad alcune chiavi ermeneutiche di tipo antropologico- sociale e culturale.

Nelle lettere, tuttavia, rimane in ombra il rapporto tra la Crociata e i suoi modelli biblici. Per sopperire a tale carenza, la tesi si sofferma sulle orazioni pronunziate da Urbano II a Clermont, che ben sviluppano tale tema. Il rapporto tra le orazioni e le lettere viene sviluppato ancora una volta alla luce dell'antropologia culturale. Le orazioni vengono poi classificate secondo criteri filologici, che ne riconoscono alcune autentiche in stile e contenuto e altre che invece espongono in modo verosimile la predicazione papale. Ognuna di esse dà una definizione della Crociata, e sviluppa un aspetto del complesso rapporto tra Bibbia e Crociata. Per le orazioni, questa è infatti un ritorno escatologico del Nuovo Israele nella Terra Santa, devastata dall'abominio della desolazione e descritta alla luce dell'Esodo, filtrato a sua volta dalla tradizione dell'Esilio babilonese e del ciclo dei Maccabei.

Dopo aver così illustrato il retroterra biblico della terminologia papale, la tesi illustra le ricadute pratiche della nascita della Crociata, come punto d'arrivo di un complesso dibattito sul rapporto tra fede e violenza, culminato nel periodo della Riforma Gregoriana. Questa reinterpretazione dell'etica tradizionale, operata dai riformatori, viene valutata oggi alla luce dell'epistemologia di Kuhn, e il suo impatto sociale viene spiegato mediante l'applicazione della psicologia della Gestalt a quel contesto storico.

Completato così il quadro del lessico crociato, la ricerca avvia la comparazione coi lessici adoperati dal papato per la promozione di altre guerre meritorie. Si parte dal presupposto dell'originalità della Crociata rispetto ad esse, in quanto il quadro logico-linguistico della nuova impresa risistema, in un nuovo modello culturale, i miti e i concetti adoperati in precedenza dalla Chiesa per patrocinare la guerra. Le comparazioni sono sviluppate a cerchi concentrici e a ritroso. Si comincia con Urbano II, dimostrando la differenza tra il suo pensiero sulla crociata e quello sulla Reconquista e sulla lotta contro i Saraceni in Sicilia. La comparazione prosegue, attestando le somiglianze tra Crociata e Lotta per le Investiture, e la filiazione della prima dallo spirito mistico-escatologico della Riforma ecclesiastica. Tale asserzione è dimostrata dall'analisi del lessico di Urbano II, Leone IX, Alessandro II, Gregorio VII. L'analisi comparativa risale poi sino a Leone IV e Giovanni VIII contro i Saraceni, per marcare la differenza tra una teologia guerresca incentrata sul ruolo dell'Impero e una fondata sulla nuova concezione della Christianitas. Inoltre si evidenzia come i topoi fondamentali della perorazione della violenza per la fede risalissero all'epistolario papale rivolto a Pipino il Breve e a Carlo Magno, per la difesa della Chiesa Romana. La tesi si diffonde anche sullo schema antropologico-culturale di fondo del rapporto tra fede e violenza per mediazione della Chiesa, e ne rintraccia le attestazioni più antiche nelle lettere di Pelagio I e Gregorio Magno. Infine, svolta questa comparazione, la trattazione dimostra come il lessico della Crociata s'impose nel pensiero sulla guerra dei papi successivi ad Urbano II per denotare tutti i tipi di conflitti patrocinati dalla Chiesa.

L'ultima tappa del lavoro illustra la recezione del lessico papale da parte delle fonti storiche coeve. Dopo aver illustrato l'importanza di questa tipologia di fonti, dalla loro analisi emerge che hanno ripreso e ampliato il lessico papale, collocandovisi quindi in rigorosa continuità. Vengono individuati dei campi semantici maggiori e minori, e una serie di campi misti in cui questi gruppi si mescolano.

Tali risultati vengono esaminati alla luce della linguistica medievale, segnata dal De Magistro di Agostino, allo scopo di evidenziare la consapevolezza del papa e della sua cerchia nel compiere la loro funzione eponima. La fisionomia della Crociata come pellegrinaggio armato viene infine sottoposta a riscontro, esaminando le caratteristiche sociologiche della spedizione e comparandole a quelle dei viaggi sacri sia coevi che considerati in genere, così da dimostrare che sia per i posteri che per gli uomini del Medioevo la nuova terminologia aveva un fondamento in re. L'ultima tappa dell'analisi consiste nell'esplorazione delle lettere scritte dai crociati durante la guerra, così da dimostrare che già nell'uso comune preletterario del linguaggio era stata recepita la terminologia papale, e veniva via via ampliata.


Autore

Vito Sibilio (San Severo, 1973), si è laureato in Lettere Classiche all'Università di Bari, con una tesi in Storia Medievale su papa Benedetto XI, pontefice del quale ha continuato ad occuparsi. Collabora con le Cattedre di Storia Medievale e Bizantina delle Facoltà di Lettere e di Scienze della Formazione dell'Università di Bari, e di quella di Storia Medievale della Facoltà di Beni Culturali dell'Università della Capitanata. Già borsista del Centro Universitario Cattolico della CEI per una ricerca in Storia Medievale sul Mezzogiorno nei Registri dei Papi avignonesi, ha frequentato i corsi di dottorato di ricerca in Storia dei Centri delle Vie e della Cultura del Pellegrinaggio nel Medioevo euromediterraneo presso l'Università di Lecce, che ha concluso nel 2003. Dal 2001 insegna Filosofia e Storia presso il Liceo Pedagogico di Apricena (Fg).

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