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INDICE

 

II - 2001 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Cristina Sereno,
Il monachesimo subalpino nei secoli centrali del medioevo: una "crisi del cenobitismo"? Le indicazioni delle fonti notarili,
Tesi di dottorato di ricerca in Storia medioevale,
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 2000.


Indice

Introduzione

1. La "crisi del cenobitismo": un problema storiografico
1.1 La "crisi del cenobitismo". Le ragioni di un interesse. I limiti di una definizione
1.2 E' esistita una "crisi del cenobitismo"?
1.3 Cronologia della "crisi"
1.4 Il problema delle fonti: la proposta italiana
1.5 Elementi di metodologia
1.6 La riflessione sulla terminologia

2. La situazione quantitativa delle fondazioni monastiche in area subalpina (secoli VII-XIII)
2.1 Le fondazioni benedettine
2.1.1 I secoli VII-IX: una fase scarsamente documentata
2.1.2 La riorganizzazione territoriale del secolo X e la prima rifioritura del monachesimo benedettino
2.1.3 Le fondazioni del secolo XI
2.1.4 I benedettini nei secoli XII e XIII
2.2 Le prime riforme
2.2.1 Fruttuaria e la sua diffusione in area subalpina
2.2.2 Le fondazioni cluniacensi piemontesi
2.3 I cistercensi
2.4 I certosini
2.5 I vallombrosani
2.6 Gli ordini monastico-militari (templari e gerosolimitani)

3. La "crisi del cenobitismo" nei suoi risvolti quantitativi. Lo stato dei patrimoni monastici e il reclutamento
3.1 Consistenza, amministrazione e ritmi di accrescimento del patrimonio monastico: indicatori della "crisi"
3.1.1 Monasteri con tenuta patrimoniale
3.1.2 Monasteri in crisi patrimoniale
3.1.3 Monasteri in ascesa patrimonilale
3.1.4 Monasteri con situazione patrimoniale incerta
3.2 Donazioni e lasciti testamentari: tracce tangibili di una religiosità consapevole
3.3 Il reclutamento: numero e caratteristiche dei monaci come segnali rivelatori della "crisi"
3.3.1 Monasteri con comunità stabili
3.3.2 Monasteri con comunità ridotte
3.3.3 Monasteri con comunità elevate
3.3.4 La presenza dei conversi

4. La "crisi del cenobitismo" attraverso le relazioni degli enti monastici con le altre istituzioni laiche e religiose
4.1 Alcune osservazioni preliminari
4.2 I rapporti del monachesimo subalpino con le istituzioni politiche
4.2.1 Le aristocrazie
4.2.1 a) Le fondazioni del periodo altomedievale
4.2.1 b) Le fondazioni delle dinastie maggiori e minori nel secolo XI
4.2.1 c) Le fondazioni delle dinastie maggiori e minori nei secoli XII-XIII
4.2.2 La società urbana e i comuni rurali
4.2.2 a) Le relazioni con i monasteri urbani
4.2.2 b) Le relazioni con i cenobi rurali
4.3 I rapporti del monachesimo subalpino con le istituzioni religiose
4.3.1 Rapporti fra istituzioni monastiche
4.3.2 Rapporti del monachesimo subalpino con l'episcopato e il clero diocesano
4.3.2 a) Rapporti dell'episcopato con le fondazioni vescovili
4.3.2 b) Rapporti dell'episcopato con le fondazioni non vescovili
4.3.2 c) Il reclutamento dei vescovi
4.3.2 d) Il celro diocesano e il monachesimo subalpino

5. Un primo bilancio
5.1 Lo sviluppo quantitativo del monachesimo subalpino
5.2 Lo stato patrimoniale del monachesimo subalpino
5.3 I flussi di donazioni e i lasciti testamentari
5.4 Il reclutamento
5.5 I rapporti fra le aristocrazie e il monachesimo
5.6 I rapporti fra la società urbana, i comuni rurali e il monachesimo
5.7 I rapporti fra enti monastici
5.8 I rapporti fra vescovi e monasteri
5.9 I rapporti fra clero diocesano e monasteri
5.10 Conclusioni sulla "crisi del cenobitismo"

Bibliografia

Tabella - Fondazioni monastiche subalpine (secoli VII-XIII)
Carta A - Fondazioni benedettine (secoli VII-XIII)
Carta B - Fondazioni fruttuariensi (secoli XI-XII)
Carta C - Fondazioni cistercensi (secoli XII-XIII)
Carta D - Fondazioni certosine (secoli XII-XIII)
Carta E - Fondazioni vallombrosane (secolo XII)
Carta F - Ordini monastico-militari: principali fondazioni (secoli XII-XIII)


Abstract

Lo scopo della ricerca consiste nella verifica del concetto di "crisi del cenobitismo" in area subalpina nei secoli centrali del medioevo a partire dall'esame delle fonti notarili. Il problema affrontato vanta una ricca bibliografia, puntualmente esaminata nell'ambito del primo capitolo, ma mancano ancora, in campo sia italiano sia internazionale, una rassegna bibliografica e uno studio che si accosti al problema tramite una sua verifica sistematica, condotta in ambito locale e su fonti documentarie. La grande maggioranza degli interventi sulla "crisi" si è infatti servita per l'analisi del problema di fonti letterarie. E' parso allora opportuno riconsiderare l'argomento da un punto di vista nuovo, quale quello che può essere offerto dalle fonti notarili, disponibili in gran numero in area subalpina. Il tipo di risposte fornite da questo genere di fonti, che riguardano in particolare aspetti quali l'andamento quantitativo delle fondazioni e le vicende patrimoniali, l'afflusso delle donazioni, la situazione del reclutamento e i rapporti con il contesto socio-politico circostante gli enti, ha infatti il pregio di integrare il quadro emerso dalle precedenti indagini condotte sulle fonti letterarie.

L'area subalpina è sembrata adatta a divenire oggetto di questa analisi, vista la ricchezza del suo tessuto monastico e delle fonti documentarie sopravvissute. L'arco cronologico della ricerca, compreso fra la fine del secolo XI e la prima metà del XIII, è stato invece determinato osservando che la progressiva diversificazione del mondo monastico si verifica, in area subalpina, appunto in tale periodo. Questa è anche la fase in cui si concentra la maggior parte della documentazione monastica disponibile, e ciò rende possibile un confronto fra i dati forniti da enti diversi in un medesimo periodo, per valutarne la rispettiva situazione. Nei confronti di tali fonti si è operato in due modi distinti: in primo luogo in esse si è rintracciata notizia dell'esistenza delle diverse fondazioni, dalle origini nel secolo VII al secolo XIII, per poter valutare correttamente la portata delle trasformazioni dei secoli XII-XIII rispetto alle fasi precedenti. In seguito i documenti sono stati riconsiderati nel complesso per ricavare da essi gli elementi più significativi per arrivare a definire la presenza o meno di una "crisi del cenobitismo": il patrimonio, il reclutamento, le relazioni con i poteri politici e religiosi della regione.


Autore

Cristina Sereno (Torino, 1973), laureata in storia medievale presso l'Università degli Studi di Torino, ha svolto un dottorato di ricerca in storia medievale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Le sue ricerche riguardano la possibilità di verificare le trasformazioni nella spiritualità medievale tramite l'analisi dei testamenti, sempre in area subalpina; i rapporti fra enti monastici subalpini e aristocrazie territoriali; la figura di S. Romualdo nell'opera di Pier Damiani.

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