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INDICE

 

IV - 2003 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Andrea Puglia,
Potere marchionale, amministrazione del territorio, società locali dalla morte di Ugo di Tuscia a Guelfo VI di Baviera (1001-1160),
Tesi di dottorato di ricerca in Storia medievale
Università degli studi di Milano, 2003


Indice

Premessa

Introduzione
1.La marca di Tuscia e le società locali nella storiografia: qualche considerazione sulle fonti storiografiche della ricerca. -2. Che cos'è la marca di Tuscia? Definizione dell'ambito della ricerca

Parte I
«Italici semper avidi rerum novarum»: dinamiche politiche e istituzionali marchionali nella Tuscia nord occidentale dall'inizio del secolo XI agli anni sessanta del XII

Sezione I
La marca di Tuscia dopo la morte del marchese Ugo (25 dicembre 1001): i marchesi Bonifacio e Ranieri

Introduzione

Cap. I - Il marchese Bonifacio I dei conti di Bologna e l'amministrazione della marca di Tuscia

1.Gli antefatti, -2. La tradizione istituzionale del marchese Ugo e la sua eredità. -3. Il marchese Bonifacio f.b.m. del «comes» Adalberto. -3. 1. La debolezza del potere marchionale dopo la morte del marchese Ugo: il placito pistoiese del 1006. -3. 2 Anno 1007: l'assemblea di Neurburg. -3.3 Anno 1008: l'affermazione di Bonifacio in Tuscia. -4. Conclusione: ipotesi sul significato della nomina di Bonifacio.

Cap. II - Il marchese Ranieri

1. Le prime notizie. -2. Perché proprio Ranieri? -2.1. La documentazione aretina tra 1010 e 1014. -2.2. Contrasti tra impero e famiglie locali nei primi mesi del 1014. -2.3. Un passo indietro: la vendita lucchese del 9 luglio 1011 e l'inserimento degli Obertenghi nelle dinamiche politiche marchionali. -2. 4. Una possibile risposta al quesito iniziale. -3.Il governo di Ranieri: raggio d'azione e caratteristiche del potere. -3. 1. Il placito del 22 novembre del 1015. -3. 2. I placiti aretini del 1016-1017: tentativi di definizione delle istituzioni marchionali. -3. 3. Un problema aperto: i rapporti con Lucca.

Cap. III - Pisa al tempo di Bonifacio e Ranieri

1.Premessa. -2. Pisa all'inizio del secolo XI. -2. 1. Willa figlia del marchese Ugo e Arduino detto Ardiccione. -2. 2. La canonica di Pisa tra X e XI secolo. -2. 3. La canonica dopo il 1014. -3. Pisa e il marchese Ranieri. -3. 1. I Pisani Gualando e Sicherio. -3. 2. Ipotesi sul significato della presenza patrimoniale di Ranieri in Val di Tora.
Excursus: La spedizione in Sardegna del 1015-1016

Cap. IV - La società lucchese, il potere marchionale e l'impero fra X e XI secolo

1. Il problema. -2. Crisi e tensioni politiche nel territorio lucchese nel primo decennio del secolo XI. -2. 1. Il giudice Leone III. -2. 2. Manfredo dei “Da Ripafratta”. -2. 3. La famiglia di Corrado Cunitio,. -3. Grado di intensità dell'influenza marchionale di Ranieri a Lucca e l'amministrazione della giustizia in città.

Cap. V - Le istituzioni ecclesiastiche lucchesi al tempo di Bonifacio e di Ranieri

1. Introduzione necessaria: la canonica tra X e XI secolo. –1. 1. La canonica dal tempo del marchese Ugo di Tuscia agli anni di Bonifacio di Canossa. -2. Il monastero suburbano di S. Ponziano. -3. La fondazione del monastero di Quiesa: reazione della società locale ai mutamenti politici ai vertici dell'impero.

Cap. VI - Ipotesi sulle vicende relative agli ultimi anni in Tuscia di Ranieri

1. Premessa. -2. La carta iudicati et venditionis del 28 dicembre 1025. -3. Da Ranieri a Bonifacio di Canossa. -3.1. La situazione nell'impero e in Toscana. -3. 2. Ipotesi sulle dinamiche politiche locali. -4. Giovanni da Besate vescovo di Lucca e i suoi rapporti con l'impero. -5.Lucca e il marchese Ranieri di fronte a Corrado II alla fine del 1026: il dissenso dei ceti dominanti locali nei confronti dei mutamenti istituzionali previsti dall'imperatore. -6. I diplomi imperiali per enti ecclesiastici e per i laici di Tuscia tra 1026 e 1027. -7. La donazione alla chiesa lucchese di S. Michele in Foro da parte di Bentio del fu Bentio.

Conclusioni della sezione I


Sezione II
Bonifacio di Canossa

Capitolo I

Introduzione: il giudizio della tradizione documentaria del secolo XI sul governo di Bonifacio di Canossa in Tuscia
1. La storiografia moderna. -2. I due diplomi di Enrico IV per i Lucchesi (con alcune considerazioni sul diploma di Enrico IV per i Pisani). -3. La Vita metrica Anselmi lucensis di Rangerio. -4. Le lettere di Pier Damiani.

Cap. II - Il governo di Bonifacio di Canossa in Tuscia prima del 1034 e il rapporto con l'impero

1. Le prime testimonianze del potere di Bonifacio in Toscana. -1. 1. La spedizione in Borgogna di Corrado II e l'apporto ad essa del marchese Bonifacio di Canossa. -2. Rileggendo Donizone: i rapporti tra Bonifacio di Canossa e Corrado II tra secondo e terzo decennio del secolo XI e con Enrico III (anni 1046-1052),. -2. 1 Corrado II. -2. 2 Enrico III.

Cap. III - L'instaurazione del potere marchionale di Bonifacio a Lucca: rottura di equilibri precedenti, cambiamenti istituzionali e nuovi processi locali

1. Premessa. -2.Bonifacio di Canossa, il vescovo Giovanni, la società locale e l'introduzione della vita comune nella canonica. -2. 1. La fondazione delle canoniche e l'istituzione della vita comune: il caso della canonica di Monte Eremita. -2. 2. L'istituzione della vita comune nella canonica di S. Martino da parte di Giovanni II da Besate. -3. Il giudice Leone III e il figlio Leone IV: tra opposizione e sostegno al governo marchionale e all'imperatore. -4. Presenza istituzionale e tenativi di acquisizione patrimoniale da parte del marchese Bonifacio e della moglie Beatrice nel «comitatus» di Lucca: l'esempio del castello di Porcari.' -4. 1. Prima fase delle transazioni (anno 1039). -4. 2 Seconda fase delle transazioni (anni 1043-1044). -4. 3. La controversia per il castello di Porcari (anno 1045).'

Cap. IV - Spostamento di interessi di famiglie comitali dalle circoscrizioni pubbliche di origine ai «comitatus» di Lucca e Pisa nel secondo e terzo decennio del secolo XI: i casi dei Gherardeschi e degli Arghendeschi

1. Il problema. -2. I figli del conte Teudice I di Volterra: espansione nei «comitatu» di Lucca e Pisa, relazioni con il vescovato e interessi marchionali nella prima metà del secolo XI. -2. 1. Definitivo spostamento della famiglia nel «comitatus» di Lucca nel 1034. -2. 2. I rapporti con la marca e la prima espansione nel «comitatus» di Pisa negli anni 1045-1051. -3. I figli di Ardengo «comes» di Siena. -4. Conclusioni.
Excursus: I diplomi di Enrico III per Arezzo e Volterra: fonti per lo studio della reazione locale alla morte del marchese Bonifacio di Canossa

Conclusioni della sezione II


Sezione III
Goffredo il Barbuto, Beatrice di Canossa e Matilde

Cap. I - La morte di Bonifacio di Canossa e l'avvento di Goffredo il Barbuto e Beatrice di Lorena nei «comitatus» della Tuscia nord occidentale

1. Le vicende politiche generali della marca in seguito al matrimonio di Goffredo il Barbuto con Beatrice vedova di Bonifacio e i loro contraccolpi nei territori nord occidentali. -2. Tra Bonifacio di Canossa e Goffredo il Barbuto: vicende politiche e istituzionali di Pisa. -3. Progressiva estensione del potere di Goffredo e Beatrice (1058-1069). -4. Aspetti particolari della società laica ed ecclesiastica lucchese di fronte ai cambiamenti istituzionali degli anni '50 e 60'del secolo XI. -4.1. La fondazione di una canonica rurale, la crisi degli anni 1055-1056 e i mutamenti degli equilibri politici in Lucchesia dopo il 1058. -4. 2. Da Corsena a Porcari: la vicenda di Pagano e del figlio Rollando e i mutamenti degli equilibri politici in Lucchesia. -4. 3. Un'altra canonica lucchese negli anni '60 del secolo XI: S. Donato.

Capitolo II - Il primo periodo di governo di Matilde di Canossa: impero, potere marchionale e società locale nei «comitatus» di Pisa e Lucca dal 1071 al 1098

1.Il 'primo' documento. -2. Domina Beatrix ducatrix et inclita Matilda filia eius : la contitolarità del potere delle contesse e del giudice Flaiperto. -3. Da Lucca a Pisa: spostamento dell'asse dell'amministrazione marchionale tra 1073 e 1074. -4. Matilde, Pisa e Lucca prima del 1081. -4.1 Pisa. -4. 2 Lucca. -5. La «beata filia Petri Matilda» e la società lucchese tra 1077 e 1098. -5. 1. Gli «insidiatores» del vescovo Anselmo: contrasti interni a Lucca prima dell'arrivo di Enrico IV alla luce delle lettere di Gregorio VII e delle fonti narrative lucchesi. -5. 2 La canonica di Lucca tra 1077 e 1096. -5. 2. 1 L'ospedale di S. Martino. -5. 2. 2. La composizione della canonica e i quattro canonici «locopositi». -5. 3 Conclusioni. -6. Tra la reazione dei ceti dominanti alla dominazione canossana e la costruzione della memoria dell'autonomia cittadina: i diplomi di Enrico IV per Pisa e Lucca. -6. 1 Lucca. -6. 2 Pisa.
Excursus: Il monatero di S. Salvatore Bresciano tra ricerca del sostegno imperiale e relazioni con la società locale

Cap. III - «Partibus in cunctis pars Petri maxime surgit»: il ritorno di Matilde nella Tuscia nord occidentale

1. Introduzione. -2. Le relazioni tra Lucca e Matilde tra 1096 e 1107 e i nuovi assetti istituzionali. -2. 1 Conclusioni. –3. La condizione istituzionale di Pisa di fronte al ritorno di Matilde. -3. 1. Conclusioni. -4. Enrico V «exterminator terrae» in Italia: gli ultimi anni di governo di Matilde in Tuscia. -4. 1 Le ultime relazioni tra Matilde e Pisa all'inizio del secondo decennio del secolo XII e lo sviluppo delle istituzioni comunali.

Conclusioni della sezione III


Sezione IV
Dopo Matilde di Canossa: imperatori, marchesi e città dal 1116 al 1160

Cap. I - Il governo nella Tuscia nord occidentale dei marchesi Rabodo e Corrado rappresentanti di Enrico V

1. La morte di Matilde e la seconda discesa di Enrico V nel «regnum Italiae». -2. Enrico V e la Tuscia nord occidentale nel 1116. -2. 1 Pisa. -2. 2 Lucca. -3. Rabodo marchese «ex largitione imperatoris». -4. Il marchese Corrado: evoluzione istituzionale di Lucca. -5. Conclusioni.

Cap. II - Gli ultimi marchesi in Tuscia e gli imperatori Lotario III, Corrado III e Federico Barbarossa

1. Iuvenis fortis et strenuus: il marchese Engelberto a Pisa e la guerra con Lucca. -1. 1. Crescenti difficoltà nel governo da parte del marchese Engelberto, l'arrivo nella Tuscia nord occidentale di Enrico di Baviera e l'intervento di San Bernardo in favore dei Lucchesi. -2. Le svolte istituzionali degli anni quaranta a Pisa e Lucca e il marchese Uldarico. -2. 1. Il tentativo dei Pisani di controllo della nomina del marchese nell'inverno del 1139 e le nuove riforme istituzionali in città. -2. 2. La mediazione politica del marchese Uldarico nei confronti di Lucca: la concessione del 9 maggio 1143 al vescovo Ottone. -3. Il marchese Guelfo VI rappresentante di Federico Barbarossa (1157-1162).

Conclusioni della sezione IV

 

Parte II
Le strutture dell'amministrazione

Introduzione alla parte II

Sezione I
Il fisco, l'amministrazione marchionale e le sedi del potere

Capitolo I - Marca di Tuscia e «comitatus»

1. Premessa, 2. Marca e «marchio Tuscie», 3. Divisioni amministrative della marca di Tuscia: i «comitatus», 4. «Comites» e «comitatus» nelle fonti giudiziarie, 4.1. «Comites» e «comitatus» ad Arezzo, Siena e Chiusi nel secolo XI, 4. 2. Osservazioni sull'amministrazione della giustizia e sulla struttura istituzionale nei «comitatus» della Toscana sud occidentale, 4. 3. Pistoia, Firenze e Fiesole senza «comites»?, 4. 4. Conclusione: Pisa, Lucca (e Volterra) e i loro «comitatus» nel secolo XI

Capitolo II - Il fisco regio e marchionale nel secolo XI e nella prima metà del secolo XII nei territori di Pisa e di Lucca

1. Introduzione, 2. I territori di origine pubblica: alcuni esempi e l'origine del fisco marchionale e comitale, 3. Il «fodrum» dei castelli e delle villae, 4. Entrate fiscali gestite direttamente dagli officiali marchionali, 5. Un diritto fiscale conteso: il «ripaticum»

Capitolo III - L'amministrazione marchionale a Pisa

1. Introduzione, 2. I «vicecomites» a Pisa, 2.1. Introduzione necessaria: il secolo X, 2. 2. Il secolo XI: la frammentazione delle famiglie, 2. 3 La prima metà del secolo XII: i visconti e la città, 3. Conclusioni: le ragioni della sentenza del 1153

Capitolo IV - L'amministrazione marchionale a Lucca: visconti e avvocati

1. I «vicecomites» nei secoli X e XI, 1. 1 Il visconte Vualdo, 2. «Advocatus marchionis» e «missus domini imperatoris»: Flaiperto e i suoi discendenti, 2.1 Il titolo di «comes Sacri Palacii»
Excursus: I Gastaldi

Cap. V - Le sedi del potere pubblico imperiale e marchionale a Pisa e Lucca

1. Pisa, 2. Lucca

Conclusioni della sezione I


Sezione II
Tempi e forme dell'amministrazione della giustizia pubblica nella Toscana nord occidentale nel secolo XI e nella prima metà del secolo XII

Cap. I - L'amministrazione della giustizia nella Toscana occidentale negli anni compresi tra la morte del marchese Ugo e l'avvento al governo marchionale di Matilde di Canossa

1. I placiti lucchesi degli anni venti del secolo XI: primi esempi di una parziale autonomia della giustizia cittadina, 2. Nuovo consolidamento della giustizia marchionale: impero, marca e società locale nell'amministrazione della giustizia durante il governo di Bonifacio di Canossa, 2. 1. Due differenti livelli della giuistizia marchionale: i giudizi del 1046, 3. Dalla morte del marchese Bonifacio all'avvento in Tuscia di Matilde: l'amministrazione della giustizia nella Tuscia occidentale e i suoi protagonisti dal 1052 al 1071, 3. 1. La giustizia imperiale: anno 1055, 3. 2. L'amministrazione della giustizia dopo l'avvento in Tuscia di Goffredo il Barbuto, 3. 2. Beatrice di Lorena amministratrice della giustizia dal 1061, 3. 3. I placiti pisani del 1063 e del 1067, 3. 4. I placiti lucchesi del 1068 e del 1070

Cap. II - La giustizia nell'età di Matilde di Canossa

1. Introduzione, 2. Il primo periodo (1071-1079): l' eredità di Bonifacio, di Beatrice e di Goffredo (con particolare riferimento ai territori occidentali), 3. Il placito pisano di Enrico IV del 1082 e la giustizia di Matilde dal 1099 al 1115: persistenze e elementi innovativi nell'amministrazione della giustizia nella Tuscia, 4. Potere marchionale, signori territoriali e comunità locali: nuove forme di risoluzione delle controversie tra intervento marchionale e azione dei poteri locali, 4.1 «Bene noverit diuidicare»: il visconte Ugo di Pisa giudice nel territorio, 4. 2. Dal Valdiserchio alla Versilia: il potere marchionale, la signoria territoriale e la «civitas» nella risoluzione delle controversie locali

Cap. III - Giustizia marchionale, giustizia ecclesiastica e società cittadina: tre casi Fiorentini del secolo XI

1. Introduzione: le motivazioni di un'indagine al di fuori del territorio di Pisa e di Lucca, 2. Il monaco Tegrimo, rettore della chiesa di S. Martino, si rivolge al marchese Goffredo, 3. La lite tra i canonici di S. Giovanni e i canonici di S. Lorenzo riguardante il «Campo del Re» (anno 1061), 6. 3. Violazione di un accordo da parte dei canonici di S. Giovanni (anno 1077)

Cap. IV - Conclusioni: l'evoluzione delle strutture giudiziarie nella Tuscia nord occidentale tra la fine del secolo XI e i primi quanta anni del XII e la fine della giustizia marchionale

1. La regolamentazione della giustizia in città nei diplomi di Enrico IV del 1081 per Pisa e per Lucca, 2. I livelli della giustizia marchionale e l'origine della giustizia comunale, 3. La fine della giustizia marchionale: il secolo XII

Appendice I
Appendice II: documenti
Tavole genealogiche
Abbreviazioni
Bibliografia generale


Abstract

La tesi è suddivisa in due parti. La prima di esse è riservata a tracciare un quadro quanto più possibile organico delle vicende politiche caratterizzanti la marca di Tuscia nel secolo XI e nei primi sessanta anni del XII, che serva innanzitutto ad inquadrare le analisi tematiche della II parte. Essa consta di quattro sezioni. La prima sezione è composta da quattro capitoli ed è dedicata al periodo di governo del marchese Bonifacio I dei conti di Bologna e di Ranieri d'Arezzo. I primi due capitoli costituiscono una sorta di introduzione (relativa a tutti i «comitatus» della marca) al governo dei marchesi che seguirono alla morte del marchese Ugo e si occupano delle condizioni politiche sociali e istituzionali che portarono all'insediamento dei due officiali. I quattro capitoli seguenti sono invece dedicati ai rapporti tra ciascuno dei due marchesi e le città e i territori di Lucca e di Pisa: di essi ho approfondito alcuni problemi ancora vivi nella storiografia contemporaneae ho analizzato i punti ancora poco conosciuti della storia politica della marca. La seconda sezione è dedicata al periodo di Bonifacio di Canossa ed è formata da quattro capitoli, i primi due dei quali forniscono un quadro generale dell'insediamento del marchese in Toscana e dei suoi rapporti con l'impero e con le alte personalità del regno Italico nei primi trenta anni del secolo XI e prenderà avvio da alcune considerazioni fatte dai contemporanei di Bonifacio di Canossa e dei suoi successori sul governo del primo Canossano in Tuscia per poi risalire più indietro e verificare le condizioni della presa del potere di quel marchese. Gli ultimi due capitoli si occupano invece delle dinamiche politiche nelle quali il marchese fu coinvolto relativamente ai territori di Lucca (quello che godrà di maggior approfondimento) e di Pisa e delle principali forze sociali con le quali egli si dovette confrontare. In particolare ho approfondito la cronologia dell'azione politica di Bonifacio e l'analisi di come essa caratterizzò le scelte politiche a livello locale. La terza sezione è dedicata al periodo compreso tra la morte di Bonifacio nel 1052 e il 1055, cioè a quel periodo contraddistinto dai contrasti tra Beatrice di Lorena e l'imperatore Enrico III fino all'arresto della marchesa da parte dell'imperatore e alla risoluzione della complessa vicenda politica con l'istaurazione di Beatrice e Goffredo come marchesi di Tuscia. L'analisi prosegue con la considerazione di alcuni aspetti del governo di Beatrice e Goffredo nel territorio lucchese e pisano e dei riflessi locali dell'azione di governo dei due: sono stati presi in considerazioni i rapporti tra il vescovato e i marchesi e il ruolo che le fondazioni canonicali ebbero negli assetti politici di quegli anni. E' la volta poi di Matilde di Canossa. E' difficile dire di più di quanto è già stato detto su questa celebre marchesa. Per conto mio mi sono limitato a tracciare un quadro sintetico sulle vicende politiche che caratterizzarono in modo evidente il suo governo per poi approfondire alcuni problemi riguardanti il rapporto tra Matilde e le città di Pisa, Lucca e, in parte, Volterra. La prima parte si conclude con alcune riflessioni sulla politica dei marchesi successori di Matilde. Relativamente a questo problema ho dedicato particolare attenzione all'analisi della loro azione a livello locale e ho tentato di dare un'immagine complessa del loro governo che non si limiti al giudizio generalmente espresso da gran parte della storiografia che vede in essi dei meri inviati imperiali senza alun potere sul territorio e soggetti alla volonta dei ceti dominanti locali. Sebbene infatti questo giudizio per certi versi coglie nel segno, credo comunque che sia importante verificare le modalità con cui i poteri locali sfruttarono la debolezza dei marchesi per ottenere alcuni vantaggi.

La seconda parte intende prendere in esame le strutture di governo della marca di Tuscia. La prima sezione è divisa in cinque capitoli, ognuno dei quali serve ad analizzare particolari strutture della marca di Tuscia, nei due «comitatus» di Pisa e Lucca, nella loro evoluzione dagli inizi della fine del secolo X fino agli anni sessanta del XII. Il primo capitolo si presenta come una panoramica sui termini «marca», «marchio Tuscie» e «comitatus» nelle fonti documentarie (sia private sia pubbliche) e narrative riguardanti la marca di Tuscia dal secolo IX al XIII e tenta di stabilire quali siano i principali contesti in cui essi erano utilizzati. Questa prima analisi prelude a quella del secondo capitolo, incentrata sugli aspetti che caratterizzarono il fisco marchionale (e la parte del fisco imperiale gestita dai marchesi), tentando di colmare così una lacuna storiografica su questo argomento. Infatti gli aspetti fiscali altomedievali, purtroppo testimoniati da un numero molto esiguo di fonti, specialmente per quanto riguarda la marca di Tuscia, non sono mai stati oggetto di approfondite analisi. Il terzo e il quarto capitolo sono dedicati ai protagonisti dell'amministrazione marchionale, ovvero a tutti coloro che, in modalità differenti, dipendevano dal marchese di Tuscia e in suo nome o in sua rappresentanza esercitavano il potere marchionale (giudiziario, fiscale, militare, di mediazione con la società locale) nei territori della marca e nelle «civitates». Essi furono principalmente «vicecomites» e «gastaldi», sebbene a Lucca a partire dagli anni trenta del secolo XI, compaia la figura istituzionale dell'«advocatus marchionis». Di questi personaggi ho ritenuto opportuno studiare le funzioni e gli ambiti di intervento, la formazione del loro patrimonio (in gran parte di origine pubblica), la struttura famigliare e l'evoluzione della loro carica nella prima epoca comunale. Complementare a questa analisi è quella dedicata alle sedi del potere pubblico nelle citta di Pisa e di Lucca, cui è dedicato il quinto capitolo. In particolare la mia considerazione è andata alla sede dell'imperatore e del marchese e poi a quella dei visconti e dei conti, cosicché si possa costruire una topografia del potere pubblico in città e se ne possa studiare l'evoluzione nella prima epoca comunale. Il proposito della seconda sezione, divisa in cinque capitoli, è l'analisi dei meccanismi di funzionamento della giustizia (a tutti i livelli), i suoi promotori nelle città di Lucca e di Pisa e l'evoluzione delle forme dell'esercizio del potere giudiziario in Toscana tra il XI e XII secolo. Pur tenendo come punto di osservazione fondamentale le sedute giudiziarie svolte nelle zone oggetto dello studio, ho considerato anche gli altri «comitatus» e le altre città della Tuscia, per poter chiarire con più precisione i tempi e le forme dell'intervento marchionale nei giudizi minori rispetto a quelli del placito, cioè nella amministrazione della giustizia che non si esauriva nelle sedute giudiziarie tramandate dalle «notitie placiti», ma che si esprimeva nei giudizi di livello minore e negli arbitrati. Alla fine della sezione ho proposto anche una riflessione sui due diplomi di Enrico IV per le città di Pisa e di Lucca, dei quali molti passi sono stati citati durante questo lavoro. Si tratta quindi una sorta di conclusione generale su due dei testi più originali e importanti per la storia politica, sociale e istituzionale delle due città. Per comprendere in modo soddisfacente la vita giudiziaria, e soprattutto i riflessi di quest'ultima in quella politica e sociale è, secondo me, necessario esaminare tutte le notizie di cause giudiziarie e individuare innanzitutto -per quanto possibile- i partecipanti ad esse, siano essi parti in causa o presidenti del tribunale, giudici, notai o semplici «adstantes». In questa tesi, in particolare, ho preso in esame i presidenti e gran parte dei giudici presenti ai placiti toscani del secolo XI, per poter cogliere in che misura la vita amministrativa e quella giudiziaria possano caratterizzarsi vicendevolmente e in quale relazione esse stiano con la storia politica del «regnum Italie». I termini cronologici dell'analisi sono compresi tra il 1006, anno del primo placito a noi noto dopo la morte del marchese Ugo di Tuscia e il 1122, ultimo placito di un marchese di Toscana. Sono ovviamente due termini che contengono numerose vicende politiche e istituzionali (di ben otto governi marchionali). Avvalendomi di un vastissimo ed esaustivo materiale storiografico oltreché documentario, che mi ha dato la possibilità di tracciare un quadro d'assieme delle istituzioni marchionali, comitali e vicecomitali toscane ho proposto infine un'interpretazione della nascita dei primi giudizi cittadini in rapporto alle istituzioni marchionali e alla storia politica del secolo XI.


Autore

Andrea Puglia si è laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Pisa nell'a.a. 1997/1998 discutendo la tesi dal titolo Ricerche sulla giustizia pubblica e le istituzioni marchionali in Tuscia nel secolo X (relatore prof. Mauro Ronzani, controrelatrice Prof.ssa Gabriella Rossetti). Dottore di ricerca al termine del XV ciclo del dottorato in storia medievale dell'Università Statale di Milano (tutor: prof. Andrea Castagnetti, Università degli Studi di Verona). Pubblicazioni: Le famiglie pisane dei Casalberti e dei Sismondi nel secolo XI. Due documenti inediti dell'Archivio di Stato di Lucca e dell' Archivio Capitolare di Pisa', in «Bollettino Storico Pisano», 1997; Ipotesi sui vescovi di Luni Odelberto e Adalberto e i loro rapporti con il potere marchionale (prima metà del X secolo), in «Cronaca e storia della Val di Magra», 1998; Vecchi e nuovi interrogativi sul marchese Ugo di Tuscia (970-1001), in Atti del convegno I nuovi germogli del seme Benedettino nel passaggio tra primo e secondo millennio (secc. X-XII), in corso di stampa; Società cittadina e potere marchionale in Tuscia tra riconquista cristiana del mediterraneo e prima crociata, in Atti del Convegno Aspetti del pellegrinaggio, della crociata e della ospedalità nella Tuscia medioevale, Seminario Vescovile di Pescia 18 settembre 1999, Pescia 2001, pp. 13-32; L'amministrazione della giustizia e l'amministrazione pubblica in ‘Tuscia' da Ugo di Provenza a Ottone I (anni 926-967), in corso di pubblicazione in «Archivio Storico Italiano»; Tre documenti del secolo XI conservati nell'Archivio Municipale di Volterra, in Laboratorio Universitario Volterrano, Quaderno IV, a cura di C. Caciagli, Pisa 1999/2000, pp. 39-43; Ottone I, l'Italia e la Toscana, in Ottone il grande e l'Europa. Volterra da Ottone I all'età comunale, Catalogo della Mostra a. c. di A. Augenti, Siena 2001, pp. 11-17; Gli statuti di Montevoltraio conservati nell'Archivio Municipale di Volterra: breve descrizione e prospettive di ricerca, (in coll. Con A. Furiesi), in corso di stampa in Laboratorio Universitario Volterrano, Quaderno V, a cura di C. Caciagli, Pisa, 2001/2002.

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