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2000
 
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INDICE
I - 2000 / 1 - maggio-dicembre

Schedario


Barbara Frale,
Guardiani del Santuario. Le radici orientali del processo contro l’ordine del Tempio (1128 - 1314),
Tesi di dottorato di ricerca in Storia sociale d’Europa (XI ciclo), Università "Ca’ Foscari" di Venezia, 2000.


Indice

Ringraziamenti
Sigle utilizzate
Sigle dell’archivio elettronico
Repertorio delle fonti
Repertorio della bibliografia
 
Introduzione

Volume Primo
I Guardiani

Capitolo Primo
Il metodo dell’analisi sistematica
I I documenti processuali: un problema ancora aperto
II Un metodo di classificazione e di studio per le fonti processuali
III L’Archivio globale
IV Omogeneità delle fonti
V Lo schema di classificazione: i campi e le loro funzioni
VI I campi analitici
VII Gli altri campi dello schema
VIII Fondamenti documentari all’elaborazione dei campi. Il teorema accusatorio
IX Funzionamento ordinario del tribunale dell’Inquisizione e finalità dell’azione contro il Tempio
X Il criterio della massima colpabilità
XI Analisi statistica dei dati processuali. La scala delle modalità. Il livello di divergenza
XII Sintesi statistica delle risposte. Attribuzione del peso numerico ed applicazione della media ponderata
XIII Grafici
XIV Discussione dei rilevamenti statistici
XV Un’ipotetica revisione del processo: il bilancio sulla colpevolezza del Tempio

Capitolo Secondo
Il Tempio all’epoca del processo
I L’architettura del processo
II Dalla bestemmia alla stregoneria: direttive del re e iniziative dell’Inquisizione
III Un singolare déjà-vu: Bernard Guy e l’inchiesta di Linguadoca
IV Differenze nella gestione delle inchieste
V La costruzione delle accuse. La corda di filo bianco e l’idolatria
VI Un grande potere sopra i fratelli
VII Il perdono dei peccati
VIII I capitoli dell’ordine
IX L’Eucaristia
X Gli "errori" della regola
XI Il repertorio delle accuse minori
XII Un papa, un vescovo, un ordine religioso
XIII Guichard di Troyes
XIV Il ricatto

Capitolo Terzo
Il Tempio com’era
I La fondazione dell’ordine e la regola di Troyes
II La tradizione del corpo normativo templare
III Il codice penale del Tempio
IV Le colpe imperdonabili
V Le colpe gravi
VI Le colpe minori
VII Nuclei
VIII Le tre età del Tempio
IX Adattamenti
X Segnali di crisi: preservare l’organico del Tempio
XI Fughe e ritorni
XII Lasciare il baussant, ovvero l’orgoglio militare
XIII Il nucleo delle colpe aggiuntive: una traccia importante
XIV Una grave minaccia e la sua prevenzione
XV La più antica procedura d’ingresso
XVI Dopo la riforma
XVII Meno preti, più soldati
XVIII La "chiusura" del secondo Duecento
XIX Chi custodisce la tradizione del Tempio?
XX Una crisi inesorabile
XXI Borghesi, letterati, mercanti nel Tempio
XXII Questione d’amicizia e di potere

Volume Secondo
Il Santuario

Capitolo Quarto
La vita religiosa dell’ordine ed Il contesto di Outremer
I Il problema della regola e della spiritualità templare
II La Chiesa della Città Santa
III Liturgia templare o liturgia del Tempio ?
IV Singolarità
V Officia ad tenebras
VI Il sudario
VII L’impurità
VIII La prosternazione: reliquie ed icone
IX Immagine dell’Invisibile
X In Coena Domini
XI L’abluzione dell’altare
XII Ruolo e simbologia dell’altare. La venerazione ed il bacio
XIII Vin tempré
XIV La liturgia Maronita
XV La liturgia dei Presantificati
XVI De latere Christi manavit

Capitolo Quinto
In cerca di simboli
I Il rituale d’ingresso
II Evidenza di una trama unica in tutte le deposizioni
III L’"appendice difforme" alla cerimonia ufficiale
IV L’osservanza dei puncta: un male necessario
V Unde processit error
VI Männerbund, religio, "eschiele"
VII Thomas Bérard: un ventennio cruciale
VIII Le radici orientali del processo
IX Il Tempio e l’Ospedale
X Mali estremi ed estremi rimedi
XI Conflitti di classe
XII Sottocultura e riti di identificazione
XIII Perché il rituale d’ingresso sfuggì al controllo dello Stato Maggiore
XIV Liturgia dell’eccellenza

Capitolo Sesto
Il Tempio esoterico e mistico
I L’arcana presenza
II Roncelin de Fos ed Amaury de la Roche
III Sacralità e consacrazione
IV Ecce homo
V Le sanctuaire o saincte suaire: una lunga tradizione ed un’intuizione brillante
VI Nuovi indizi: nostalgia, tradizione, culto
VII L’alterum Sepulchrum: caratteri materiali
VIII Il cavaliere che veniva dal Berry
IX Dinastie
X Le famiglie del Tempio ed il progetto politico di colonizzazione francese dell’Oriente
XI La basilica imperiale delle Blacherne
XII Piste e depistaggi
XIII Sulla Via Sacra
XIV Origine e funzione del culto sindonico nel Tempio


Abstract

Uno tra gli argomenti che più hanno affascinato gli studiosi del Tempio è il significato del singolare sigillo dell’ordine, raffigurante due uomini in atto di cavalcare lo stesso cavallo; dismessa la teoria tradizionale che vi leggeva l’abitudine antica dei frati di usare una cavalcatura in due data la povertà dell’ordine, fatto peraltro contraddetto da un preciso dettame della regola, credo che l’interpretazione più equilibrata sia quella che vede nel monaco del Tempio, per la sua specialissima funzione, unite la sagesse monastica e la proudesse cavalleresca. Se abbondano gli studi sul Tempio in quanto ordine militare, quelli dedicati alla sua dimensione religiosa sono invece quasi inesistenti: ciò è dovuto soprattutto alle vicende processuali, poiché si è giustamente ricercato nella ricchezza e nella potenza dell’ordine i fattori scatenanti l’avidità del re di Francia. Ha contribuito anche la natura della stessa normativa templare conservatasi, nella quale le disposizioni per il buon funzionamento militare-amministrativo del Tempio sono numericamente prevalenti su quelle di tipo conventuale. Tuttavia sia la normativa sia alcune fonti iconografiche documentano la vita dei templari in quanto monaci, e per quanto è possibile ricostruire si trattò di un modello cenobitico regolato da norme rigide e molto vicino, per certi aspetti, ad altre forme di monachesimo che hanno svolto un ruolo fondamentale nella storia della società cristiana.

Le accuse mosse contro il Tempio furono quasi esclusivamente di natura religiosa, e nello specifico dirette contro l’ortodossia dell’ordine: eppure, almeno stando alla bibliografia disponibile, non vi sono mai stati studi scientifici dedicati ai costumi religiosi templari, per verificare se vi fu almeno una base di difformità -rispetto all’Occidente medievale che li giudicava- sulla quale i pubblicisti di Filippo il Bello poterono lavorare fino a trarne materia d’inchiesta. Le fonti disponibili per tentare una simile indagine sono di tre tipi: la normativa dell’ordine, fortunatamente giunta attraverso manoscritti originali; le affermazioni di cronisti ed in generale di testimoni esterni ma contemporanei; le informazioni derivanti dalle inchieste processuali. Di gran lunga il più copioso, quest’ultimo tipo di fonte è purtroppo offuscato dal sospetto di un pesante condizionamento dovuto a torture e violenze: il problema per lo storico è che tale sospetto aleggia su tutte le fonti processuali in maniera indiscriminata, ed uno degli obiettivi di questa tesi è elaborare un metodo scientifico che permetta di valutare oggettivamente quanta parte delle testimonianze si può ritenere con sicurezza dipendente dall’uso della violenza. Dall’analisi delle fonti processuali emergono alcune evidenze che non possono considerarsi frutto delle pressioni esercitate sui templari perché il loro contenuto riguarda esclusivamente la vita dell’ordine e non rappresenta un argomento infamante; tali evidenze trovano un riscontro nel corpo normativo dell’ordine, perciò è sembrato metodologicamente necessario dapprima analizzare separatamente e complessivamente i due tipi di fonte, e poi operare il confronto dei dati raccolti. Esistono dei fenomeni singolari che emergono dall’analisi separata della normativa e dei dati processuali; essi non trovano una spiegazione plausibile all’interno della fonte cui appartengono, ma sembrano acquistare una forte giustificazione se le due fonti vengono accostate: esiste dunque il sospetto che, almeno per certi aspetti, la tradizione normativa del Tempio e la compagine dei dati processuali contengano l’una le chiavi di lettura dell’altra.

L’indagine svolta è articolata in due parti: la prima, destinata a ricostruire in dettaglio come fu elaborata la geniale strategia d’accusa che condusse i nemici del Tempio alla vittoria; la seconda, dedicata a mettere in luce quanto certe abitudini insinuatesi nell’ordine durante la sua attività in Oriente lo rendessero vulnerabile ad un ipotetico attacco esterno. Entrambe le sezioni si basano sui dati emersi dall’analisi sistematica delle fonti processuali, ed entrambe rispondono ad una domanda fondamentale: come poté un gruppo di avvocati regi distruggere il più potente degli ordini religiosi del suo tempo? La ricerca ha rivelato la presenza di usi particolari, a volte tipici del Tempio ma non solo, che costituiscono delle forti anomalie rispetto alla vita delle comunità monastiche del cristianesimo occidentale.


Autore

Barbara Frale (Viterbo, 1970) si è laureata all’Università della Tuscia di Viterbo nel 1994 in Conservazione dei Beni Culturali- Indirizzo Archeologico medievale, con una tesi che ricostruiva la realtà globale di una città comunale del XIV secolo, Orte, in base allo spoglio sistematico di oltre 7000 atti notarili (1303-1363). Ha conseguito la specializzazione in Paleografia, Diplomatica e Archivistica presso la Scuola Vaticana nel 1996, e nel 1998 quella in Paleografia Greca. Nel marzo 2000 ha conseguito il titolo di Dottore di ricerca in Storia presso l’Università "Ca’ Foscari" di Venezia con una tesi sul processo ai Templari. Ha lavorato presso gli archivi comunali;  con l'Ecole française de Rome ha collaborato al progetto di ricerca per la ricostruzione della Via Francigena ed ha diverse esperienze nel settore archeologico e museale.

Le sue pubblicazioni scientifiche più importanti sono: La città sul fiume. Orte 1303-1363, Manziana 1995; Alcune carte dagli Statuti ortani del 1380, in "Rivista Storica del Lazio", III, 1995, pp. 41-65; Produzione ceramica ed ambiente socioeconomico nella Gallese di XIV-XV secolo, in Ceramiche di età medievale e moderna a Roma e nel Lazio, II Convegno di Studi dell’Università di Roma "La Sapienza", Roma 1994, pp. 124-130; Per un inquadramento storico. Immagini di potere, economia e committenza nella città di Orte tra fine Duecento e XIV secolo, in I Tesori di Orte, Atti della IX giornata di Studio dell’Ente Ottava Medievale, 1998, pp. 17-25; L’inchiesta di Clemente V contro i Templari: il Registro Avignonese 48, in corso di pubblicazione per la Cooperativa Libraria Editrice dell’Università di Padova, nella collana Medioevo Europeo, pp. 250; Strategia di un delitto. La costruzione del processo contro l’ordine del Tempio, in corso di pubblicazione per la casa Editrice Viella, pp. 260.

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