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RICERCA
 
INDICE

 

II - 2001 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Rita Di Fiore,
La Regia Curia dal 1282 al 1392. Organigramma politico e quadri di potere,
Tesi di dottorato di ricerca in Storia medievale,
Università degli Studi di Palermo, 2001.


Indice

Abbreviazioni

Introduzione
La Curia e gli ufficiali

I - La Cancelleria.

II - Il Protonotariato

III - Il Maestro Giustiziere e la Magna Regia Curia

IV - La Curia dei Maestri Razionali

V - La Tesoreria

VI - L'ufficio del Maestro Secreto

VII - L'Ammiragliato

VIII - L'ufficio del Maestro Portulano

Nota bibliografica

Appendici - Titolari degli uffici di governo del regno di Sicilia (1282-1392)
- Curricula degli ufficiali del regno di Sicilia (1282-1392)

Documenti

Indice dei nomi propri


Abstract

La tesi di ricerca ha come tema la Curia regia dal 1282 al 1392, dal tempo del primo re aragonese, Pietro III, all'arrivo nell'isola di re Martino I e alla restaurazione monarchica in Sicilia. Si tratta di un primo approccio al tema, ancora poco studiato per il Trecento, degli uffici centrali del regno, considerati nella ripartizione delle funzioni, nell'organizzazione degli uffici e negli organigrammi degli apparati, nella gestione dei poteri da parte dei titolari che si avvicendavano, in un secolo di conflitti e mutamenti.

Un primo orientamento della ricerca è stato dettato dalla necessità di un più sicuro accertamento della titolarità e della permanenza degli ufficiali nella carica, delle competenze attribuite e dei poteri esercitati. A tale ricostruzione si lega l'indagine sugli organigrammi degli uffici, sulla scelta dei collaboratori interni. Competenze e poteri degli ufficiali erano dettati dai sovrani e comunicati ai nuovi titolari per mezzo di "Capitoli". Le fonti - prevalentemente la documentazione della Real Cancelleria e del Protonotaro del regno - permettono di confrontare la corrispondenza tra competenze e poteri esercitati, fra deliberazioni regie e gestione degli uffici. In proposito appare utile il confronto con gli assetti precedenti, dell'età sveva e angioina, e successivi, del tempo di re Martino, per rilevare elementi di continuità o di frattura politico-amministrativa.

La ricostruzione della carriera di alcuni ufficiali ha permesso di individuare i percorsi dell'ascesa pubblica dal piano locale a quello statale; di rilevare alcune delle condizioni che, oltre alle capacità personali, risultavano di forte sostegno, quali l'assiduità a Corte, la posizione e il ruolo sociali. Come appare chiaramente nel caso degli uffici finanziari, nei quali la presenza di creditori della corona e di uomini di affari inseriti nei circuiti mercantili internazionali risulta prevalente.

Le lotte di preminenza ingaggiate alla fine degli anni Trenta dalle maggiori famiglie aristocratiche condizionavano per quarant'anni il potere regio. Esse sono apparse come la causa prima dell'esautorazione del sovrano, le cui strutture centrali di governo erano occupate dai nobili, mentre cresceva il numero degli aderenti alle fazioni aristocratiche negli apparati pubblici. Di fatto, anche in questa situazione, si manteneva la continuità degli organismi istituzionali, dei quali i sovrani volevano sostenere la funzionalità, mantenere i margini di autonomia e il controllo. Gli uffici centrali offrivano ancora spazi d'inserimento, ed anche possibilità di carriera all'interno di un apparato burocratico che mantiene struttura e funzionalità fino al 1377, anno della morte dell'ultimo sovrano della dinastia siculo-aragonese e dell'inizio del governo collegiale dei maggiori esponenti delle fazioni aristocratiche.


Autore

Rita Di Fiore (Palermo 1970), si è laureata in Lettere moderne presso l'Università degli Studi di Palermo nel 1994, discutendo una tesi dal titolo La Regia Curia dal 1282 al 1337. Organigramma politico e quadri di potere, relatore il prof. Vincenzo D'Alessandro. Tale lavoro è stato premiato con una borsa di studio dall'Associazione ex Parlamentari dell'A.R.S. Nel 1996 ha ottenuto il diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica latina presso la scuola annessa all'Archivio di Stato di Palermo.
E-mail: ritdifio@tin.it

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