Home.

Rivista

spaceleft Mappa Biblioteca Calendario Didattica E-Book Memoria Repertorio Rivista spaceright
2010: 1 / 2
2009
2008
2007
2006: 1 / 2
2005: 1 / 2
2004: 1 / 2
2003: 1 / 2
2002: 1 / 2
2001: 1 / 2
2000
 
RICERCA
 
INDICE

 

II - 2001 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Cristina Andenna,
Mortariensis Ecclesia. Una congregazione canonicale nel secolo XII,
Tesi di dottorato di ricerca in Storia medioevale,
Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, 2001.


Indice

Abbreviazioni
Introduzione

PARTE PRIMA
La coscienza del problema

CAPITOLO I
Charles Dereine e i suoi contemporanei
1.1 Cenni di storiografia sui canonici regolari prima degli studi di Charles Dereine.
1.2 Gli anni Cinquanta e la svolta operata da Charles Dereine.
1.2.1 Il preludio: John Dickinson e i canonici regolari in Inghilterra.
1.2.2 Charles Dereine e la voce Chanoines.
1.2.2.1 La quarta parte della voce Chanoines:
i canonici regolari.
a)La vita communis.
b)La Regola e le consuetudini.
c)La cura animarum.
d)I rapporti fra canonici regolari, canonici secolari e monaci.
e)L'organizzazione delle comunità e il costituirsi delle congregazioni.
1.2.2.2 I contributi posteriori a Chanoines.
1.2.3 Jakob Mois e gli studi sui canonici in Germania.
1.3 Gli anni successivi alla pubblicazione delle principali monografie: la nascita dell'interesse per i canonici regolari in Germania e in Francia.
1.3.1 Gli studi sui canonici in Germania dopo Mois.
1.3.2 Gli studi sui canonici in Francia dopo Dereine.

CAPITOLO II
Tre anni cruciali per gli studi di storia ecclesiastica (1959-1962). La "Prima" Mendola.
2.1 Importanti contributi per una storia religiosa.
2.2 La vita comune del clero nei secoli XI e XII.
2.2.1 Gli aspetti di carattere problematico.
2.2.2 Esempi di situazioni concrete.
2.2.3 Le grandi personalità.
2.2.4 Il Questionario introduttivo allo studio dei canonici regolari.
2.3 Gli anni immediatamente successivi alla Mendola.
2.3.1 La vita apostolica.
2.3.2 Il ruolo del pontefice Gregorio VII nella riforma della vita comune del clero.
2.3.3 Studi monografici sulle comunità canonicali.
a)La Francia.
b)La Germania.
c)L'Italia.

CAPITOLO III
La nascita e il proliferare di un interesse
3.1 La spiritualità.
3.2 Le istituzioni.
3.2.1 La vita regolare.
3.2.2 Il radicamento sul territorio: lo sviluppo degli studi in ambito regionale. Il caso della Francia, della Germania e dell'Italia.
3.2.2.1 La Francia.
a)Un problema di definizione.
b)Il radicamento sul territorio e la cura animarum.
c)Gli studi locali.
3.2.2.2 La Germania.
a)Le riforme vescovili.
b)Papato e canonici regolari.
3.2.2.3 L'Italia.
a)Il ruolo di Cosimo Damiano Fonseca.
b)Altre ricerche italiane sui canonici regolari prima del 1980.
c)Il Convegno della Mendola del 1980:
Istituzioni monastiche e istituzioni canonicali in Occidente (1123-1215).
3.2.2.4 Gli studi degli anni Ottanta.
3.2.3 Le grandi congregazioni.

 

PARTE SECONDA
Il caso della Mortariensis Ecclesia nel secolo XII

CAPITOLO I
Le origini della Mortariensis Ecclesia: critica di una tradizione erudita
Premessa introduttiva.
1.1 I fondi archivistici: ipotesi per una impossibile ricostruzione.
1.2 La storiografia: il racconto delle origini.
1.2.1 Gabriele Pennotti.
1.2.2 L'erudizione fra Settecento e Ottocento.
1.3 Dal racconto alla storia.
1.4 Prime presenze dei canonici mortariensi nella vita politica ed ecclesiastica dell'Italia settentrionale tra Milano e Genova. Il periodo dell'episcopato di Airaldus.
1.4.1 A proposito di un problema di cronologia.
1.4.2 L'attività di Airaldus come episcopus Ianuensis.

CAPITOLO II
Da Urbano II a Urbano III. la geografia della Mortariensis Ecclesia tra sede apostolica ed episcopato.
2.1 In Mortariensis Ecclesiae unitate: il pontificato di Pasquale II.
2.1.1 La donazione del vescovo Bernardo di Pavia.
2.1.2 Anselmo diacono de Arzago, canonicus Mortariensis effectus.
2.2 Innocenzo II e la prima ufficiale conferma alla Mortariensis Ecclesia.
2.2.1 La definizione dei rapporti con la Chiesa novarese:
il possesso del territorio di Zeme.
2.3 Espansione della Mortariensis Ecclesia durante il pontificato di Eugenio III.
2.3.1 San Graziano in suburbio Vercellensi.
2.3.2 I possessi in diocesi di Acqui: le chiese di San Michele e San Giovanni di Lanerio.
2.4 Da Adriano IV ad Alessandro III.
2.4.1 Un'aggregazione mancata: il priorato di San Nicola
di Capodimonte.
2.4.2 L'espansione in territorio genovese.
2.4.2.1 Santa Maria della Vezulla e San Pietro di Prà.
2.4.2.2 San Giovanni di Paverano.
2.4.2.3 Santa Maria di Albaro e Santa Maria di Priano.
2.4.2.4 Ecclesia nova de Monte Paverano.
2.4.2.5 L'ospedale di San Rainerio e il rapporto con San Teodoro di Fassolo.
2.4.3 Prima espansione in diocesi di Vercelli: ecclesiam Sancti Gregorii, Sancti Nicholai et Sancte Agathe iuxta Pontis Sturae.
2.5 La crescita al tempo di Urbano III.
2.5.1 Espansione della Mortariensis Ecclesia in diocesi di Pavia.
2.5.2 Diocesi di Novara: l'ecclesia Sancti Iacobi nel contesto delle altre esperienze canonicali novaresi.
2.5.3 La diocesi di Ivrea.
2.5.4 San Pietro di Pecorara.
2.5.5 La diocesi di Parma.
2.5.5.1 La vendita della chiesa di San Michele e Biagio presso Tanzolino.
2.5.6 A Piacenza negli anni fra la fine del secolo XII e gli inizi del secolo XIII.
2.5.7 Due nuove fondazioni a Genova alla fine del secolo XII: Santa Maria di Granarolo e San Giovanni di Borbonoso.

Tavola. I possessi della Mortariensis Ecclesia nei privilegi papali del secolo XII.
Cartina. L'espansione della Mortariensis Ecclesia nel secolo XII.
Cronotassi dei prepositi del secolo XII.

CAPITOLO III
Evoluzione ed organizzazione della Mortariensis Ecclesia.
3.1 Secundum sanctorum Patrum Instituta. La vita apostolica come modello istituzionale delle esperienze canonicali: il pontificato di Urbano II.
3.1.1 Primi esempi di vita regolare a San Teodoro di Fassolo.
3.1.2 La disciplina e i rapporti con il vescovo diocesano nel periodo delle origini. Due esempi italiani: Brescia e Oulx.
3.2 La "Mortariensis Ecclesiae unitas": nel contesto più generale della politica di Pasquale II per i canonici regolari.
3.3 I privilegi papali per la Mortariensis Ecclesia.
3.3.1 L'ordo canonicus.
3.3.2 Alcune riflessioni in merito al complesso problema della esenzione dalla giurisdizione temporale e spirituale dell'ordinario diocesano.
3.3.2.1 "A quo malueritis catholico suscipietis episcopo". La libertà dalla potestas ordinandi, un particolare privilegio sino ad Alessandro III.
3.3.2.2 "Pro capite et pro illis ecclesiis, que eandem libertatem habent cum capite".
3.3.2.3 La decima.
3.3.2.4 La cura animarum.

Excursus
Il codice II-12 della Biblioteca Civica Bonetta di Pavia. Un'importante silloge normativa.
Descrizione e datazione.
Un modello normativo tra tradizione e novità.

Conclusioni

 

PARTE TERZA
Documentazione

ADDENDA I
Regesti.

ADDENDA II
Documenti

ADDENDA III
Compendium privilegiorum

ADDENDA IV
Complemento all'Excursus

Tabella 1 La Regula sanctorum Patrum a confronto.
Tabella 2 Tituli.
Tabella 3 La Regula beati Augustini.
Epistola formata.
Note Obituarie.

Bibliografia


Abstract

Lo studio degli aspetti organizzativi e istituzionali dell'esperienza dei canonici regolari di Mortara nel suo sorgere, nel suo strutturarsi e nel suo diffondersi, entro il contesto politico, sociale ed ecclesiastico del secolo XII è stato preceduto da una conoscenza dettagliata e precisa del panorama storiografico sull'argomento. Si è in tal modo acquisita una "coscienza del problema", a partire dalla quale è stato possibile muoversi per analizzare il caso specifico della congregazione diffusasi da Mortara in Lombardia e in Liguria, e per cogliere i suoi sviluppi nel contesto del più ampio fenomeno canonicale, valorizzando la singolarità e l'originalità della congregazione mortariense. In questo senso una attenta analisi e riflessione ad ampio raggio del Forschungsstandpunkt sugli studi canonicali, localizzati nelle tre aree di interesse, Germania, Italia e Francia, è stato di grande aiuto per avvicinare con una metodologia appropriata la congregazione di Mortara, il suo rapporto con il papato, con i vescovi e i fedeli, ma al tempo stesso anche con le istituzioni politiche dell'impero e dei nascenti comuni.

La parte centrale del lavoro indaga la Mortariensis Ecclesia per riconsiderare con consapevoli accentuazioni, l'esperienza canonicale nel quadro delle grandi componenti istituzionali, sociali, religiose e spirituali della societas christiana dei secoli XI e XII. A partire dalla revisione del materiale documentario, schedato durante gli anni precedenti, e dalla sua organizzazione e suddivisione per ambiti cronologici e tematici, si è proceduto ad elaborare una storia della congregazione di Mortara dalle origini alla fine del secolo XII, quando la struttura istituzionale della Mortariensis Ecclesia, ormai matura, era pronta per la trasformazione nella più evoluta organizzazione di un Ordo, secondo le indicazioni del Concilio Lateranense IV. Ad una prima valutazione critica del periodo delle origini è seguita una accurata indagine sulla diffusione, lo sviluppo e l'articolazione della congregazione dei canonici mortariensi, con particolare attenzione alla ricostruzione di una geografia della Mortariensis Ecclesia, condotta principalmente sulla analisi delle tipologie di aggregazione. I rapporti con il papato e con i vescovi sono stati illuminati anche dall'esame delle relazioni sociali e politiche con le famiglie e le istituzioni comunali, nel contesto del territorio 'lombardo' e ligure nel quale si insediarono le fondazioni. La diffusione territoriale occupava un ambito geografico, esteso in Italia nord-occidentale, dalle Alpi all'Appennino e alla Liguria, con una quarantina di fondazioni fra priorati e cappelle. Particolare rilievo ha avuto anche il tentativo di delineare la struttura istituzionale della congregazione e la sua organizzazione, in relazione con i vescovi e le istituzioni ecclesiastiche locali per definire l'esatto ruolo nell'esercizio della cura animarum.

Nell'Excursus si presenta uno studio del codice II-12 (antica segnatura B 28) della Biblioteca Civica Bonetta di Pavia. In esso infatti sono contenute la Regula Sanctorum Patrum e la Regula Sancti Augustini, fondamentali per la comprensione della struttura normativa della congregazione. Il codice è composto anche di altri testi, fra cui un obituario eraso, nonché alcuni scritti legati alla tradizione canonicale, come la lettera di Alessandro II sulla vita comune del clero a Lucca, infine una parte delle consuetudini liturgiche, in stretto contatto con l'ambiente mortariense.

La ricerca è corredata da alcune appendici, una contenente dei regesti cronologici dei documenti di alcune dipendenze, una seconda con l'edizione dei documenti papali e di altri atti privati inediti e infine la trascrizione di un compendium privilegiorum reperito nell'Archivio di Stato di Milano.


Autore

Cristina Andenna (Novara, 1971) si è laureata in Storia Medievale presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ed è stata borsista all'Istituto italiano per gli studi storici "Benedetto Croce" di Napoli e al Max-Planck Institut. Dottore di ricerca in storia medievale, è titolare di una borsa di post-dottorato presso l'Università degli Studi di Padova. Le sue ricerche riguardano Chiara di Assisi nella storiografia a lei contemporanea e lo sviluppo istituzionale della Religio pauperum sororum de Valle Spolliti; la storiografia dei canonici regolari e le nuove prospettive di ricerca.

©   2000
Reti Medievali

UP