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INDICE
II - 2001 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Gustav Seibt,
Anonimo romano. Scrivere la storia alle soglie del Rinascimento,
Edizione italiana a cura di R. Delle Donne, Roma, Viella, 2000.


Indice

L’Anonimo «nel mezzo della storia», di Roberto Delle Donne

Prefazione all'edizione italiana

Prefazione all'edizione tedesca

Introduzione
1.       I problemi
2.      L’argomento

La forma letteraria della Cronaca
1.       Dalla testimonianza oculare al testo letterario
2.      Storia e poesia
3.      Il metodo storico
4.      Precursori e modelli

L'esperienza del presente (I). L’Anonimo e il Comune romano
1.       Roma nel XIV secolo
2.      Iustitia e crudelitate

L'esperienza del presente (II). L’Anonimo e il progetto di Cola di redenzione del mondo
1.       Il programma italiano di Cola
2.      Le reazioni dei contemporanei
3.      Le lacune dell’Anonimo e il simbolismo di Cola. La revoca della donazione di Costantino
4.      Il simbolismo della liturgia imperiale e il rituale delle feste cittadine

L’Anonimo e il passato (I). Il passato che non passa: la tradizione topografica di Roma

L’Anonimo e il passato (II). L’ombra di Roma e i diritti del presente

L’uomo nel mezzo della storia

Conclusioni

Abbreviazioni

Bibliografia


Abstract

La cronaca al centro di questo volume, composta intorno alla metà del Trecento da un autore anonimo, costituisce il più significativo documento storico-letterario dedicato a Roma nel medioevo. Scritta in un volgare romanesco scomparso ormai da secoli, conserva viva l’immagine degli uomini della generazione di Cola di Rienzo, e rappresenta un mirabile esempio di riflessione e di narrazione storica. Sul piano letterario, solo la prosa di Boccaccio ne sopravanza nel Trecento l’eleganza espressiva e la raffinata rappresentazione psicologica della natura umana: critici e scrittori del rango di Contini e di Gadda furono affascinati da questo testo.

Gustav Seibt analizza la Cronica con gli strumenti del metodo storico e di quello critico-letterario, fornendoci la prima monografia moderna sull’opera e sul suo anonimo autore: un romano del XIV secolo dalla personalità sorprendentemente originale, che non condivideva l’immagine idealizzata di Roma propria di tanti suoi contemporanei, come Cola di Rienzo e Petrarca; consapevole che il passato è passato e che il presente, qualsiasi esso sia, deve sempre costituire, a suo modo, qualcosa di nuovo.


Autore

Gustav Seibt (Monaco, 1959) è stato allievo di Arno Borst e di Reinhart Koselleck. Insegna storia e teoria della critica letteraria nella Humboldt-Universität di Berlino. Da più di un decennio svolge un'intensa attività pubblicistica per riviste e quotidiani tedeschi. Tra le sue pubblicazioni: Das Komma in der Erdnußbutter. Literarische Essays, Frankfurt am Main, Fischer Verlag, 1997; Damit wir wissen, was wir erlebt haben: Zeit der Geschichte, Zeit des Romans, Berlin, Alexander-Verlag,1998.

 

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