Home.

Rivista

spaceleft Mappa Biblioteca Calendario Didattica E-Book Memoria Repertorio Rivista spaceright
2010: 1 / 2
2009
2008
2007
2006: 1 / 2
2005: 1 / 2
2004: 1 / 2
2003: 1 / 2
2002: 1 / 2
2001: 1 / 2
2000
 
RICERCA
 
INDICE

 

III - 2002 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Maria Grazia Nico Ottaviani,
Statuto di Cannara (secolo XVI),
Perugia, Deputazione di Storia patria per l'Umbria/Pro Loco di Cannara, 2001.


Indice

M. Grazia Nico Ottaviani
Presentazione della collana

Marco Bini
Premessa

M. Grazia Nico Ottaviani
Alcune riflessioni sulla statuizione tardomedievale
Il manoscritto e l'edizione

Statuto di Cannara (secolo XVI)

Tabula rubricarum
Libro I - Statutorum Terrae Cannariae liber primus
Libro II - Secunda pars statutorum in civilibus
Libro III - Terzius liber malefitiorum
Libro IV - Quartus liber extraordinariorum
Libro V - Quintus liber dapnorum datorum
Additiones in forma reformationum breviter reducte

Indice dei nomi di persona, di luogo e dei soggetti


Presentazione

La Deputazione di Storia patria per l'Umbria si propone di avviare una collana denominata "Statuti Comunali dell'Umbria" con l'intento di mettere a disposizione degli studiosi, di varia estrazione e di diverse competenze, testi statutari editi secondo adeguati criteri scientifici, accompagnando l'edizione con accurate introduzioni che rispondano a nuove esigenze e richieste di un pubblico attento a questo tipo di fonti. Un tale progetto, già realizzato per altre aree geografiche come quella veneta e con rincuorati risultati, è frutto di un generalizzato e rinato interesse intorno agli statuti comunali.

Pene Vidari nella sua bella per densità e completezza Introduzione al vol. VIII del Catalogo degli statuti del Senato dedica un paragrafo proprio al "rinato interesse interdisciplinare per gli statuti" dagli anni Settanta in poi ed invita in quelle pagine ad analizzare i testo statutario "in connessione con le altre parti dell'ordinamento in cui è strutturalmente inserito" (p. LXVIII).

Lo statuto deve essere allora inteso come "testimonianza della società" che lo ha prodotto, che lo usa nei suoi organismi di vertice e di controllo, che si preoccupa di aggiornarlo e di farne copia fino ad epoca molto avanzata, caricando quel testo di significati e di valenze in termini di autonomia, di vitalità, di durata, in una parola di simbolo del "vecchio ordine" quale nessun'altra fonte documentaria comunale ha conosciuto.

La fortuna degli statuti dunque è legata al loro "valore" come testimoni, spesso unici in contesti documentari ridotti, di autonomie e i resistenze, ma anche di adeguamenti a cambi istituzionali e di sopravvivenze rispetto a quelli. certo, non sempre il termine " valore" si coniugherà con "validità" o "efficacia", tuttavia neppure la ridotta efficacia o la limitata applicabilità in presenza di una legislazione statale, signorile o principesca impedirà una lunga vita degli statuti, fino alle soglie dell'Ottocento, magari cristallizzati o applicati solo per alcuni settori del diritto ma tuttavia presenti e gelosamente custoditi nel contesto cittadino. per cui giustamente G. Chittolini ha parlato di "lungo tramonto degli statuti".

Date queste premesse, più che naturale allora pensare a lavori di edizione e studio di statuti come a lavori di una certa importanza o comunque di un certo impegno, e l'edizione dello statuto latino di Perugia del 1279 ne è un esempio più che brillante. Naturale altresì immaginare e realizzare un progetto pianificato e concordato di quelle edizioni, cui una collana come questa che inizia con il testo cannarese può fornire adeguate garanzie e sollecite cure.


Autore

Maria Grazia Nico Ottaviani è professoressa associata di Antichità e Istituzioni medioevali presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Perugia (breve CV).

©   2000
Reti Medievali

UP