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III - 2002 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Roger I. Moore,
La prima rivoluzione europea 970-1215,
Roma-Bari, Editori Laterza, 2001


Indice

Prefazione di Jacques Le Goff

Premessa

Introduzione

1. Il millennio incombe
1. Un lieto mattino di speranza - 2. Il popolo dei fedeli - 3. I doni dei santi - 4. Un'era di miracoli

2.Il potente e il povero
1. La rivoluzione urbana - 2. La crisi del regime carolingio - 3. La fine della ricchezza - 4. Il modellamento di un'economia agricola - 5. La piccola comunità

3.Sessualità e ordine sociale
1. Famiglia, terra e potere - 2. La competizione nella beneficenza - 3. Castità, proprietà e obbedienza - 4. Incesto, matrimonio e cavalleria - 5. In Cristo fratelli - 6. Apostasia e tradimento

4.Il governo della cultura
1. Le vette dell'apprendimento - 2. Le spalle dei giganti - 3. Nuova monarchia, nuovi uomini - 4. Le corti e i cortigiani - 5. Una passione di governo - 6. Dubbio, esitazione e dolore

5.L'ordine ristabilito
1. Un rigore inflessibile e devoto - 2. Il perseguimento del monopolio - 3. La comunità dei fedeli - 4. Esportare la rivoluzione - 5. L'Europa del nuovo regime

Note
Bibliografia
Cronologia
Cartine
Indice dei nomi


Abstract

L'Europa non è nata nel primo millennio dell'era cristiana, come di solito si crede, ma nel secondo. Gli europei, dal momento in cui si sono sentiti tali, hanno accarezzato l'idea di essere eredi delle civiltà classiche del mondo mediterraneo e pensato che la loro fosse il prodotto della fusione della cultura umanistica di Grecia e Roma, con le intuizioni spirituali e le forze morali della tradizione religiosa giudaico-cristiana. Quest'idea, come molte altre caratteristiche della civiltà europea, è un prodotto dell'XI e XII secolo, quando l'Europa nord-occidentale, che era rimasta a lungo una regione periferica, conquistò per la prima volta una centralità continentale. Tuttavia, dal blocco di materiali sociali, economici, istituzionali e intellettuali che l'eredità greco-romana fornì alla nascente Europa, gli uomini e le donne dell'XI e XII secolo presero quello che vollero per la loro intricata costruzione e scartarono il resto. La verità è che, quando essi non trovarono quello di cui avevano bisogno tra le reliquie del passato, inventarono forme nuove. L'edificazione di una civiltà richiese profondi cambiamenti nell'organizzazione economica e politica, producendo una trasformazione permanente nella divisione del lavoro, nelle relazioni sociali, nella distribuzione della ricchezza. Nel provocare e consolidare questi cambiamenti, un ruolo essenziale fu giocato dalla cultura delle città che fornì ai suoi abitanti la visione, l'unità e la coerenza di propositi necessari per produrre mutazioni così profonde e radicali da giustificare l'uso della parola rivoluzione.


Autore

Roger I. Moore ha insegnato alla Sheffield University, all'Università di Chicago come Visiting Professor e in ultimo all'Università di Newcastle sino al 1993 con la docenza di Storia medievale. È autore di The Birth of Popular Heresy (1975), The Origins of European Dissent (1977) e The Formation of a Persecuting Society: Power and Deviance in Western Europe, 950-1250 (1987).

©   2000
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