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INDICE

 

II - 2001 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


E. Igor Mineo,
Nobiltà di Stato.
Famiglie e identità aristocratiche nel tardo medioevo. La Sicilia
,
Roma, Donzelli, 2001.


Indice

Introduzione

I. La preminenza in età normanno-sveva: riconoscibilità sociale e controllo regio
1. Milites e feudalità tra età normanna e età sveva
2. Controllo regio e fragilità istituzionale
3. La successione feudale iure Francorum
4. Nozioni di patrimonio

II. Il modello familiare delle consuetudini
1. Introduzione a un linguaggio giuridico
2. Verso la comunione domestica: dotazione e parentela bilaterale a Messina fra XII e XIII secolo
3. La grammatica consuetudinaria

III. La transizione aragonese e la nuova costituzione feudale
1. Dopo il Vespro
2. Crisi demografica e crisi economica dell'aristocrazia militare
3. La politica di Giacomo e Federico d'Aragona: l'apertura del mercato feudale

IV. I regimi familiari: condividere e trasmettere la ricchezza
1. Indivisione, quotizzazione, frammentazione
2. Transazioni interne alla parentela
3. Matrimoni e testamenti nella logica della comunione

V. L'aristocrazia complessa
1. La radice statuale del potere comitale nel XIV secolo
2. Il radicamento signorile
3. Il circuito aperto del potere nelle città: l'articolazione aristocratica a Messina e a Palermo
4. La retorica della distinzione
5. Classificare la preminenza

VI. Logiche agnatizie
1. Sposarsi in un altro modo
2. Prove di lignaggio
3. Il senso della parentela

VII. Dinastizzazione senza memoria
1. Un'altra transizione: la nuova autorità aragonese
2. Tre esempi di fondazione dinastica
3. Stato, aristocrazia e memoria

VIII. Conclusioni. Le origini della nobiltà

Nota documentaria
Fonti edite
Bibliografia
Indice dei nomi


Abstract

Questo libro prova a dare un volto ai soggetti che esercitano egemonia e potere politico in una parte dell'Europa tardomedievale: come si legittimano, che fisionomia identitaria possiedono, come si riproducono, come sono stati pensati sia dai contemporanei che dagli osservatori posteriori che hanno voluto analizzarli o ricordarli. L'Europa tardomedievale alla quale ci riferiamo è quella della nascita degli stati: certo, non degli "stati moderni" immaginati dal pensiero politico e giuridico otto-novecentesco e poi proiettati sulle passate esperienze politico-istituzionali, ma di formazioni territoriali che si organizzano sulla base del primato di un luogo della "sovranità" (una dinastia, una città) e dell'interazione fra questo e altri luoghi istituzionali: comunità, città, ceti e corpi variamente configurati. Ciò che, per convenzione, chiamiamo "nobiltà europea" nasce qui, in questo processo di organizzazione politico-istituzionale che diventa anche dinamica di legittimazione, di definizione e di simbolizzazione dei soggetti del potere. Processo e dinamica che naturalmente si declinano con tempi e modi specifici nelle varie regioni d'Europa, ma che hanno un forte nocciolo comune.

Alcune di queste specificità possono essere rivelatrici. Non solo perché le domande poc'anzi formulate hanno senso per questa, come per qualunque ricerca di storia, solo se riferite a un contesto limitato nel tempo e nello spazio. Soprattutto perché ci sono realtà nelle quali il senso del processo generale è più evidente e altre nelle quali lo è meno. Lo è meno ad esempio nelle aree, quelle dell'Europa centrale nate dalla dissoluzione dell'impero carolingio, nelle quali a volte è possibile rintracciare i fili di una continuità genealogica fra gruppi signorili del X o XI secolo (se non precedenti addirittura) e famiglie nobiliari del Tre o Quattocento; fili che possono così giustificare la prospettiva di una continuità funzionale di un ceto naturalmente vocato al comando. Ma l'Europa tardomedievale non è affatto segnata in toto né dall'eredità della vicenda carolingia né dalle sperimentazioni politiche che maturano fra Francia e Germania (peraltro una macroregione straordinariamente differenziata al suo interno); e quelle che sono state a lungo considerate le periferie dello sviluppo "principale" della storia politica europea aiutano, se diversamente considerate, a rompere più di uno stereotipo e a mettere a fuoco, nella sua complessità, una logica diversa della formazione dei soggetti del potere.

Nobiltà di stato studia appunto una di queste presunte periferie, la Sicilia fra fine Duecento e inizi del Quattrocento, una realtà che mostra nel modo più chiaro la natura composita e artificiale dei gruppi che esercitano dominio. Per una serie di circostanze - innanzitutto la rottura islamica nella storia centromedievale dell'isola - è qui più evidente che altrove lo scarto fra le pratiche e i linguaggi, fra le dinamiche di riproduzione (osservate essenzialmente sul piano dell'organizzazione familiare) e le logiche di rappresentazione dell'autorità sociale. Per identificare e legittimare chi comanda, il repertorio di parole e di immagini è quello che circola in altre parte dell'Europa occidentale. Esso serve però a dare forma a una stratificazione debolmente istituzionalizzata, all'interno della quale la composizione concreta dell'élite politica appare provvisoria e soggetta a frequenti ricambi.

Più chiaro che altrove, il fenomeno della nascita tarda della nobiltà come fenomeno istituzionale avvicina, anziché allontanare, la Sicilia dall'Europa coeva aiutando a definire in modo più appropriato i modi della costituzione dei soggetti che occupano le arene politiche tra la fine del medioevo e l'inizio dell'età moderna.


Autore

E.Igor Mineo (Palermo, 1959) insegna Storia del diritto italiano nell'Università di Palermo. È stato allievo dell'Istituto italiano per gli studi storici a Napoli; ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia medievale a Palermo e quello in Scienze storiche nell'Università di S. Marino. È stato tra i fondatori della rivista "Storica" e fa parte del gruppo di progetto dei Manuali di storia Donzelli.
E-mail: imineo@unipa.it

 

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