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INDICE

 

II - 2001 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Paolo Grillo,
Milano in età comunale (1183-1276).
Istituzioni, società, economia
,
Spoleto, Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo, 2001.


Indice

Premessa
Sigle e abbreviazioni

Introduzione
1. I Comuni italiani e il Comune di Milano: una problematica storiografica - 2. Una diversa percezione: le fazioni e gli ambiti del conflitto - 3. Storia sociale, prosopografia e storia familiare - 4. Milano comunale: problemi documentari

PARTE PRIMA: STRUTTURE URBANISTICHE ED ECONOMICHE

I.   Dal contado alla città. Lo sviluppo demografico - 1. Popolazione ed immigrazione - 2. Rustici e nobili dal contado alla città: due esempi di integrazione - 3. Dal contado alla città: l'esempio di Concorezzo - Appendice: tre famiglie di immigrati nella Milano del sec. XIII

II.   Le strutture urbanistiche - 1. Gli spazi pubblici - 2. La toponomastica urbana fra circoscrizioni territoriali e toponimi familiari: porte, "vicinie" e strade " - 3. L'organizzazione del territorio urbano e le sue strutture: "domus", torri e "hospicia"

III.   Il contado e i suoi paesaggi - 1. Investimenti fondiari e crescita dell'agricoltura milanese in età comunale: un quadro articolato - 2. La ricchezza di un paesaggio agrario fra investimenti e ristrutturazioni: i dintorni della città - 3. La "stasi" dell'alta pianura e le sue ragioni economiche e sociali: il Seprio e la Martesana - 4. L'evoluzione di un paesaggio agrario fra dissodamenti e canalizzazioni: la "colonizzazione" della bassa milanese

IV.   Il mercato cittadino e i consumi - 1. Milano e i suoi consumi: la testimonianza di Bonvesin da la Riva - 2. I luoghi del mercato urbano e il controllo comunale sullo smercio dei prodotti essenziali - 3. Tipologia dei canoni, produzioni agrarie e consumi - 4. I grandi enti ecclesiastici urbani come collettori di prodotti - 5. L'importazione delle materie prime in città: l'esempio del legname

V.   Produzioni artigianali e mercati - 1. Milano come piazza commerciale: la presenza di mercanti fiamminghi, piemontesi e toscani - 2. Produzioni artigianali a Milano: le materie tessili (lana, fustagni, seterie) - 3. Produzioni artigianali a Milano: le armature e gli altri prodotti del ferro - 4. Le produzioni del contado: i tessuti di Monza e il ferro brianzolo - 5. I mercanti milanesi e le loro vie commerciali

PARTE SECONDA: IL PROFILO SOCIALE

I.   Le due aristocrazie: i "nobiles" della città - 1. Aristocrazia e Popolo: due concetti a confronto nella teoria e nelle fonti - 2. Le strutture della famiglia - 3. Le molteplici radici della potenza familiare: proprietà fondiarie, diritti di giurisdizionali e incarichi podestarili - 4. Elementi di prestigio sociale: le professioni giuridiche - 5. Elementi di prestigio sociale: il rapporto con gli enti ecclesiastici

II.   Le due aristocrazie: le stirpi del contado - 1. Le famiglie del Seprio e della Martesana e la loro estraneità del mondo cittadino - 2. La "ruralizzazione" dell'aristocrazia cittadina: il caso della famiglia Visconti - 3. Il radicamento territoriale delle famiglie aristocratiche fra proprietà fondiaria, diritti bannali e legami clientelari - 4. I rapporti con la città, dall'estraneità dalla vita socio-economica al conflitto col regime di Popolo

III.   Le due anime di un "ordo" in crisi e la concorrenza popolare - 1. La crisi dell'aristocrazia urbana nel secolo XIII: le difficoltà economiche - 2. La perdita delle prerogative militari e l'emarginazione politica - 3. Elementi di reazione: il Capitolo maggiore della cattedrale e i rapporti con gli enti ecclesiastici e col Vescovo - 4. L'evoluzione nella seconda metà del secolo XIII: fra accordi con il Popolo e il ruolo crescente dell'aristocrazia rurale

IV.   Le grandi famiglie di Popolo - 1. In concorrenza con l'aristocrazia: l'affermazione sociale delle grandi famiglie di Popolo e le carriere podestarili - 2. Le grandi famiglie cittadine: elementi di un successo economico e di un'affermazione politica - 3. Carriere ecclesiastiche e controllo del Capitolo minore - 4. Il Capitolo minore: uno specchio del Popolo

V.   I Mercanti - 1. L'ascesa di nuove famiglie: la mercatura - 2. L'ascesa di nuove famiglie: le attività di prestito e cambiarie - 3. L'organizzazione di un gruppo economico: i consoli della "societas Mercatorum" e le loro famiglie - Appendice: i consoli dei mercanti di Milano (1183-1276). Schede prosopografiche

VI.   Il ruolo di giudici e notai nell'ambito del Popolo - 1. Giudici e giurisperiti - 2. I notai: il profilo sociale di un gruppo professionale - 3. Il profilo economico: fra usura e investimenti - 4. Il profilo professionale e la partecipazione alla vita politica

VII.    Il "popolo minuto" - 1. I piccoli artigiani: un affresco possibile? - 2. Professioni e mestieri a Milano: una panoramica - 3. I vertici del mondo artigianale: arricchimento e ascesa sociale - 4. Un esempio: beni e giro di affari di un sarto medievale - 5. Gli artigiani e la vita politica cittadina: vicinie e paratici - Appendice: una famiglia di artigiani: i Ferrarii di Porta Ticinese

PARTE TERZA: L'EVOLUZIONE POLITICA E ISTITUZIONALE

I.   L'evoluzione delle strutture politiche cittadine (1183-1259) e l'età del predominio torriano - 1. Il comune e la sua valutazione - 2. Le organizzazioni di parte: la "Societas capitaneorum et valvassorum" - 3. Le organizzazioni di parte: la Motta e la Credenza di Sant'Ambrogio - 4. Le strutture territoriali: porte e vicinie - 5. Altre forme associative - 6. I della Torre: caratteri di un'egemonia familiare - Appendice 1: i consiglieri sapientes nel 1245 - Appendice 2: i consoli della Credenza di Sant'Ambrogio nel 1259

II.    Evoluzione amministrativa e pratiche documentarie - 1. L'evoluzione amministrativa e le pratiche della scrittura - 2. La politica fiscale e il problema dell'estimo - 3. L'amministrazione finanziaria - 4. La politica annonaria - 5. I beni comunali - 6. L'amministrazione della giustizia e le forme dell'esclusione politica - Appendice: gli ufficiali preposti alla vendita dei beni comunali (1251-52)

III.   I rapporti con la chiesa - 1. Un rapporto conflittuale: il Comune e le gerarchie ecclesiastiche - 2. La chiesa, l'aristocrazia e il popolo: il controllo degli enti ecclesiastici cittadini - 3. La rete parrocchiale: patronati e rivendicazioni vicinali - 4. Gli enti ecclesiastici, il popolo e il Comune: alleanze e coinvolgimento nel governo urbano

IV.    Il controllo del contado - 1. Conflittualità sociale e insicurezza collettiva nelle campagne milanesi - 2. I comuni rurali fra istanze di emancipazione e consolidamento istituzionale - 3. Signorie ecclesiastiche e comunità rurali: fra ribellioni e accordi - 4. Il Comune di Milano e l'amministrazione del contado - 5. Città e contado nel XIII secolo: il consolidamento degli ordinamenti urbani e il ruolo dei podestà rurali

V.    Epilogo: un secolo di conflitto politico in Milano (1183-1277) - 1. La prima affermazione del Popolo fra conflitti politici e fluidità istituzionale: 1183-1216 - 2. Gli anni della prima egemonia popolare: 1217-1225 - 3. Il conflitto con Federico II: dagli accordi fra le parti alla fine della minaccia imperiale: 1125-1246 - 4. La ripresa del conflitto interno: 1247-1258 - 5. L'ultimo regime di Popolo e l'egemonia dei della Torre: 1259-1276

Appendice prosopografica: popolo e aristocrazia a confronto - I rappresentanti delle "partes" alla "Pace di Sant'Ambrogio" del 1258 - L'aristocrazia - Il popolo

Bibliografia -Fonti inedite - Fonti edite - Studi
Indice dei nomi e dei luoghi.


Abstract

Il volume si propone di offrire una ricostruzione complessiva della vita economica, sociale e politica milanese nell'epoca dell'apogeo comunale, fra la pace di Costanza (1183) e la crisi della libertà cittadina segnata dalla presa del potere da parte di Ottone Visconti (1277).

La prima parte è dedicata all'analisi dei fattori demografici ed economici della città. Viene messo in luce il profondo dinamismo della metropoli in grado di richiamare popolazione da un'area molto vasta e che andava rapidamente espandendosi all'esterno della cerchia di mura costruita verso la metà del XII secolo. La rapida circolazione del denaro e delle ricchezze portò a profondi mutamenti delle campagne, dove enti monastici e privati cittadini investirono larghe risorse nello scavo di canali e nella realizzazione di abitazioni isolate (le cassine), volte a un miglior sfruttamento dei fondi. Protagonisti di tali iniziative furono nella maggior parte dei casi non le antiche famiglie aristocratiche, ma personaggi emergenti, membri del popolo, professionisti e mercanti. Nonostante la scarsità dei documenti, infatti, grazie anche allo sfruttamento dei ricchi fondi notarili genovesi, è stato possibile mettere in luce l'importanza di tali attività in un centro che richiamava uomini d'affari da tutta Europa e che in tutta Europa esportava, armi, pannilana, fustagni e seterie.

Gli effetti di tale dinamismo economico non mancarono di farsi sentire sulla vita sociale. Gli effetti furono particolarmente percepibili in seno a una nobiltà rigidamente delimitata dal criterio dell'appartenenza alla gerarchia vassallatica che faceva capo all'arcivescovo (capitanei e valvassori): di fronte a un nucleo di discendenze legate al comune, a cui rimasero sempre fedeli, che furono in grado di inserirsi nella nuova temperie, anche grazie all'impegno nei circuiti podestarili, si trovò un numero sempre maggiore di stirpi che, legate alle rendite livellarie e all'usufrutto di diritti banali, rimasero tagliate fuori. Si distinsero così nettamente una nobiltà urbana e una rurale, o ruralizzatasi, ostile agli ordinamenti comunali e spesso tentata di trovare coordinazioni e alleanze all'esterno della città, appoggiandosi prima a Federico II, poi a Ezzelino da Romano. Solo negli ultimi anni del regime popolare e torriano le due nobiltà si ricomposero, sotto la guida dell'arcivescovo Ottone Visconti. La crisi delle più antiche famiglie fu dovuta anche all'erosione dei loro poteri e alla concorrenza portata dall'ascesa di un variegato fronte di "popolo". Questo trovava il suo nocciolo duro in professionisti, mercanti e artigiani, ma era capeggiato da discendenze ricche e potenti, anche se escluse dalla nobiltà legata all'arcivescovo, in grado a loro volta di inserirsi nei circuiti podestarili e di praticare il mestiere delle armi.

Nella terza sezione, infine, si ricostruiscono i mutamenti politici e istituzionali causati dall'ascesa dei popolari, sia nella forma e nelle modalità di governo della città, sia nei rapporti con la chiesa locale e con i centri di potere e i comuni del contado. Il Popolo, organizzatosi nel 1198 nella famosa "Credenza di Sant'Ambrogio", a cui si affiancò la "Motta", che riuniva le discendenze popolari più ricche e potenti, influenzò sin dal primo momento la politica comunale, imponendo una rigida bipartizione delle cariche con la nobiltà e l'affermazione del regime podestarile a partire dal 1213. La Credenza ottenne la realizzazione di numerose riforme, volte ad attribuire sempre maggiori capacità di governo ai vertici cittadini. Vennero così create nuove magistrature giudiziarie e contabili, si attuarono forme empiriche ma efficaci di distrettuazione del contado, grazie alla diffusa utilizzazione di scritture su registro vennero attuate imponenti opere di verifica fiscale e di controllo sulle entrate e le uscite pubbliche, che coinvolsero spesso le immunità pretese dalla chiesa locale e dai grandi enti ecclesiastici. L'apogeo del Popolo avvenne dopo il 1258 quando la societas nobiliare venne sconfitta militarmente ed emarginata dal governo. Per quasi un ventennio i popolari, che avevano trovato un'efficace leadership nella discendenza aristocratica dei Della Torre, ressero la città. La natura marcatamente fazionaria del nuovo regime e il contrasto di interessi fra la Credenza e i Della Torre, intenti a costruire un potere su basi dinastiche, causò però il repentino crollo dell'esperienza di fronte alla riscossa nobiliare, che trionfò sul campo nel 1277, riprendendo le redini della politica milanese.


Autore

Paolo Grillo (1968), si è laureato in Storia Medievale presso l'Università degli Studi di Milano e ha conseguito il dottorato di ricerca nella medesima materia presso l'Università di Firenze nel 1999. È titolare di un assegno di ricerca presso l'Università degli Studi di Milano. Le sue principali pubblicazioni sono: Le strutture di un borgo medievale. Torno centro manifatturiero nella Lombardia viscontea, Firenze, La Nuova Italia, 1995; Le origini della manifattura serica in Milano (1400-1450), in "Studi storici", 35 (1994), pp. 897-916; Cistercensi e società cittadina in età comunale: il monastero di Chiaravalle milanese fra impegno politico ed esperienze spirituali (1180-1276), in "Studi Storici", 40 (1999), pp. 357-394; Oberto de Ozeno, il popolo di Milano e la rinascita del comune di Cuneo: un'ipotesi di interpretazione, in Storia di Cuneo e delle sue valli, II, Fra Asti e Milano. Origini e primi sviluppi di Cuneo comunale nel declino della potenza sveva. 1198-1259, a c. di R. Comba, Cuneo, 1999, pp. 29-64; Il "desertum" e la città: cistercensi, certosini e società urbana nell'Italia nord-occidentale dei secoli XII-XIV, in Certosini e cistercensi in Italia (secoli XII-XIV), a c. di R. Comba e G. G. Merlo, Cuneo 2000, pp. 363-412; L'abbazia cistercense dell'Acquafredda fra contado e città (XII-XIII), in Lombardia monastica e religiosa, a c. di G. G. Merlo, Milano 2001, pp. 129-176; Vie di comunicazione, traffici e mercati nella politica intercittadina milanese fra XII e XIII secolo, in "Archivio storico italiano", CLIX (2001), pp. 259-288.
E-mail: paologrillo@libero.it

 

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