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INDICE

 

II - 2001 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Barbara Frale,
L'ultima battaglia dei Templari.
Dal codice ombra d'obbedienza militare alla costruzione del processo per eresia (1307-1314),

Roma, Viella, 2001.


Indice

Cap. I
Il Papa, il Re ed il Tempio
Il Papato alla fine del Duecento
L'Ordine del Tempio
Dinastie
La polvere delle battaglie
La Francia di Filippo il Bello e il conflitto con la Chiesa di Roma
L'opinione degli storici e le leggende sul Tempio

Cap. II
Tradimenti
L'inganno della crociata
Lo scandalo del Tesoriere centrale
Il misterioso patto del 1305
Molay, la riconversione in corso
La Chiesa indaga sul Tempio
Avvertimenti
Scontro al vertice
Rivelazioni
Le mire della Francia
Il cerchio si chiude
La posizione del papa

Cap. III
La macchina della morte
Nelle mani del nemico
La tenaglia dell'Inquisizione
La lettera del Gran Maestro
Sottrarre i prigionieri al re
Il papa vuole interrogare i Templari
Il teorema accusatorio

Cap. IV
Clemente V e la soluzione pacifica
Gli uomini del papa
Gli imputati a Poitiers
Un archivio classificato delle colpe
La stregoneria e i sacramenti
Arma a doppio taglio
Imbarazzo e confusione
L'intenzione del papa
Speranze
Il papa contro l'Inquisitore

Cap. V
"Noi abbiamo un codice"
(modus est ordinis nostri)
Riscontri
Lo schema ricorrente delle cerimonie
L'"appendice difforme" alla procedura ufficiale
Un "male necessario"
Obblighi e favoritismi
Sulla via della riforma
Servo e schiavo del Tempio
Dietro la coltre

Cap. VI
Guillaume de Nogaret e Bernard Guy
Il piano
La mirabile architettura
Idoli e strani culti
Un grande potere sopra i fratelli
Il perdono dei peccati
Nel segreto del capitolo
Il Corpo di Cristo
Statuti incriminati
La colpa di Sodoma
Ad abundantiam
Soldati o inquisitori?
Orrori di Linguadoca
Strategia della paura
Il grande Inquisitore

Cap. VII
Il ricatto
"Il papa adorava i demoni"
"Il vescovo è uno stregone"
"I frati s'inchinano al diavolo"
Scacco al re bianco
Siamo figli dell'obbedienza
Il coraggio della difesa
Il Tempio che vive
La voce del popolo
Morire da Templare (ave, maris Stella)

Conclusioni


Abstract

All'alba del 13 ottobre 1307 i soldati di Filippo il Bello arrestarono improvvisamente, e contro la volontà del papa, tutti i Templari del regno di Francia: fu l'inizio di un lungo processo che portò allo scioglimento dell'ordine. I frati guerrieri del Tempio erano anche potenti banchieri ed abili diplomatici: come poté il sovrano francese distruggere il più prestigioso ordine monastico-militare del medioevo?

Quattro anni di ricerche sistematiche sulle fonti processuali hanno portato alla luce risvolti inediti di quella che resta ancora una fra le vicende più oscure della storia dell'Occidente: il Tempio cadde anzitutto grazie ad un attacco partito dal suo interno. Dapprima Filippo il Bello cercò di pilotare la successione del defunto Gran Maestro Thibaut Gaudin (1291-1293) in favore di un candidato disposto ad assecondare le sue mire politiche in ambito internazionale; il tentativo fallì per l'opposizione di un cavaliere della Borgogna, Jacques de Molay, che aveva già raggiunto grande potere nella gerarchia templare e che riuscì a prevalere sul favorito del re di Francia. In seguito alcuni potenti gerarchi vennero adescati dal sovrano e convinti a tradire il Gran Maestro con la prospettiva di vantaggi personali e di una nuova alleanza fra i Templari e la corona francese.

Un rituale d'iniziazione militare che si era infiltrato fra le tradizioni dell'ordine, finalizzato ad inculcare nelle reclute l'obbedienza assoluta che vigeva nel Tempio, venne stravolto e sfruttato dal giurista regio Guillaume de Nogaret per costruire l'accusa dell'eresia. In un primo momento la manovra era probabilmente mirata a rovesciare il magistero di Molay attaccando e diffamando pesantemente solo il il Gran Maestro e i suoi più stretti collaboratori, difensori del Papato e oppositori delle pretese francesi all'egemonia sulla cristianità; in seguito, grazie all'operato di Nogaret e dei più capaci membri dell'Inquisizione, fu allargata fino a colpire l'ordine intero.

Papa Clemente V comprese che i Templari non erano affatto eretici e tentò, fin quando gli fu possibile, di salvare sia i frati che l'ordine; Filippo il Bello intendeva esautorare e destabilizzare la Chiesa di Roma, e il pontefice fu costretto a negoziare con il sovrano l'abolizione del Tempio per evitare uno scisma. La presente monografia costituisce la prima parte di una trilogia sulla storia del Tempio che mette in luce importanti aspetti inediti della vicenda processuale, dell'organizzazione militare e della religiosità dell'ordine.


Autore

Barbara Frale è nata a Viterbo nel 1970. Si è laureata in Conservazione dei Beni Culturali nel 1994 ed ha conseguito il triennio di specializzazione in Paleografia, Diplomatica, Archivistica e Paleografia Greca presso la Scuola dell'Archivio Segreto Vaticano. Nel marzo 2000 ha concluso il Dottorato in Storia della società europea presso l'Università "Ca' Foscari" di Venezia sviluppando ricerche sistematiche sulle fonti relative al processo dei Templari. La presente monografia costituisce la prima parte di una trilogia sulla storia del Tempio che ricostruisce importanti aspetti inediti della vicenda processuale, dell'organizzazione militare e della religiosità dell'ordine.

 

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