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INDICE

 

IV - 2003 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Giovanna Forzatti Golia,
Istituzioni ecclesiastiche pavesi dall'età longobarda alla dominazione visconteo-sforzesca,
Roma, Herder, 2002


Indice

Prefazione di Giorgio Picasso

Introduzione

Riferimenti bibliografici dei saggi
Abbreviazioni

Parte I
LE STRUTTURE DIOCESANE

Premessa

I - LA PIEVE URBANA

II - LE PARROCCHIE URBANE

III - LE CIRCOSCRIZIONI ECCLESIASTICHE DEL TERRITORIO
1. L'organizzazione rurale nelle più antiche attestazioni: dati e problemi
2. Pievi di confine e dipendenze extra-diocesane

IV - LE STRUTTURE ECCLESIASTICHE NEL TARDO MEDIOEVO
1. Il secolo XIV
a. La città
b. La diocesi

2. Il secolo XV
a. Le fonti
b. La città
c. La diocesi

Appendice

V - SIGNORIE VESCOVILI E STRUTTURE DIOCESANE
1. I possessi nel Pavese e nel Milanese
2. Dipendenze "simboliche"
3. I possessi nell'Oltrepò
4. Un possesso vescovile in Lomellina: Rosasco
5. Signorie vescovili nell'Astigiano
Appendice


Parte II
ISTITUZIONI URBANE E POTERE VESCOVILE

I - STRUTTURE ECCLESIASTICHE E VITA RELIGIOSA A PAVIA NEL SECOLO X
1. I monasteri cittadini e il vescovo
2. Le fondazioni canonicali
a. La Chiesa Maggiore
b. Le canoniche cittadine

3.Religiosità e strategie politiche nella seconda metà del secolo X

II - FOLCO SCOTTI "EPISCOPUS ET RECTOR COMMUNIS PAPIE" (1216-1229"
1. Le origini piacentine
2. I rapporti con Federico II e le strutture comunali pavesi
3. Il vescovo tra sede romana e istituzioni ecclesiastiche locali


Parte III
'VITA REGULARIS' E FONDAZIONI RELIGIOSE

I - GLI ORDINI RELIGIOSI
1. Il monachesimo benedettino nell'alto medioevo
2. Istituzioni monastiche e società comunale
a. Le fondazioni vallombrosane
b. Chiesa vescovile e istituzioni monastiche nell'età di Federico I
c. Potere episcopale e monachesimo nella prima metà del Duecento
d. Tra esperienze laicali e mondo monastico: gli Umiliati
3. Ordini mendicanti e Chiesa locale
4. Decadenza e rinnovamento degli ordini religiosi nel tardo medioevo

Appendice I
Appendice II

II - MONASTERI CLUNIACENSI TRA PIEMONTE E LOMBARDIA

III- PERCORSI DI STORIOGRAFIA MONASTICA
1. Presenze monastiche pavesi a Voghera e a Zenevredo. I possessi del monastero di S.Maria Teodote
2. Il fondo 'Cittadella' del monastero di S.Pietro in Ciel d'Oro di Pavia. Per la conoscenza della storia della città nella prima metà del secolo XIII
3. Un possesso del monastero di S.Pietro in Ciel d'Oro. Il castello di Lardirago
4. Ancora a proposito della Certosa
5. Un monastero cistercense tra Pavia e Milano. Santa Maria di Morimondo
6. Dove va la storiografia monastica in Europa?Note e riflessioni in margine ad un recente Convegno


FONTI E BIBLIOGRAFIA
Fonti inedite
Fonti edite
Studi

INDICE DEI NOMI


Abstract

Il volume prende in esame le istituzioni ecclesiastiche pavesi in età medievale, un campo di indagine in gran parte inesplorato, ricco di stimoli e di connotazioni specifiche, di aspetti peculiari che pure si inseriscono, nella loro diversità e nelle molteplici sfumature, nel panorama più generale della Chiesa medievale, riconoscendosi in una omogeneità strutturale ed ideologica, ma arricchendola di apporti caratteristici ed inediti. La Chiesa pavese nel periodo altomedievale è la Chiesa della città capitale: con questa specificità deve necessariamente fare i conti, e nella città capitale si identifica; si potrebbe forse parlare di un "modello", che in realtà resta però un unicum e non può essere applicato ad altre situazioni e ad altre realtà religiose: modello da intendere quindi come specificità ed 'eccezionalità' di un sistema ecclesiastico che si confronta continuamente con il potere politico, in una consuetudine di rapporti che lo condiziona nelle sue strutture interne e nella scala gerarchica.

Dopo la distruzione del palazzo regio del 1024 la storia di Pavia si avvia ad essere la storia della città: non più capitale ma struttura che si realizza nell'organismo comunale, adeguandosi ad un contesto istituzionale che trova espressioni e realizzazioni eterogenee nel quadro politico dell'Italia settentrionale. Le istituzioni ecclesiastiche tardano a ritrovarsi e a riconoscere la loro specificità e una dimensione necessariamente nuova e diversa in un panorama completamente mutato; ancora tra XII e XIII secolo i monasteri e il vescovo, e in parte anche le fondazioni canonicali, stentano a darsi una fisionomia più particolaristica, di impronta municipale.

Negli ultimi secoli del medioevo le strutture ecclesiastiche, che si indirizzano ormai a raggiungere una peculiare identità all'interno dello stato cittadino, attente soprattutto ad una dimensione istituzionale di stampo religioso, devono ancora fare i conti con il potere politico: lo stato visconteo-sforzesco entra prepotentemente nel territorio ecclesiastico, interferendo in questioni che riguardano uomini e strutture, e utilizzando in molti casi le istituzioni religiose come strumenti del potere politico.

Il volume, di pp. XXVIII-571, inizia con una prefazione di Giorgio Picasso ed è corredato di alcune tavole, di una ponderosa bibliografia e dell'indice dei nomi.


Autore

Giovanna Forzatti Golia, ricercatore confermato di storia medievale presso la Facoltà di lettere e filosofia dell'Università degli studi di Pavia, insegna Storia medievale e Storia della Chiesa medievale presso la medesima Università. Si è interessata negli ultimi anni al problema delle istituzioni ecclesiastiche, considerate in rapporto alle strutture politiche ed al sistema sociale; le competenze archivistico-filologiche e paleografiche, acquisite nella redazione della tesi di perfezionamento (v. Le raccolte di Beroldo), hanno costituito un valido supporto e uno strumento indispensabile per la ricerca, costruita in gran parte su documentazione inedita. In modo specifico, ha sviluppato temi di indagine attinenti alle istituzioni ecclesiastiche dell'Italia settentrionale, con particolare riferimento al territorio pavese, sperimentandosi però anche su realtà specifiche diverse, quali il distretto vogherese e quello bresciano. L'interesse per le strutture religiose si è rivolto anche ad aspetti economico-patrimoniali, considerando il fenomeno della tassazione del clero da parte dell'autorità laica, e focalizzando quindi un problema specifico nei rapporti con le strutture politiche; risultati in questo senso si sono già visti nella pubblicazione di alcuni saggi relativi a tale tema. E' in fase di avanzata elaborazione un volume dal titolo Sistema fiscale ecclesiastico e potere politico nello stato visconteo-sforzesco, che sarà pubblicato nella collana "Materiali di storia ecclesiastica lombarda (secoli XIV-XV): parte consistente di tale opera è dedicata alla pubblicazione del Liber extimi cleri Papiensis, costituito da tre estimi del clero della città e diocesi relativi al 1461, 1470, 1483, oltre che di una tassa imposta nel 1425 alla Chiesa pavese da Filippo Maria Visconti.

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