Home.

Rivista

spaceleft Mappa Biblioteca Calendario Didattica E-Book Memoria Repertorio Rivista spaceright
2010: 1 / 2
2009
2008
2007
2006: 1 / 2
2005: 1 / 2
2004: 1 / 2
2003: 1 / 2
2002: 1 / 2
2001: 1 / 2
2000
 
RICERCA
 
INDICE

 

III - 2002 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Giacomo Ferraù,
Il tessitore di Antequera.
Storiografia umanistica meridionale,
Roma, Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, 2001.


Indice

Prefazione
Introduzione

Fondazione della nuova storiografia a Napoli: Lorenzo Valla

Nascita della leggenda 'magnanima' : Facio e dintorni

Tentativi di proposta politico-storiografica nel tempo di Ferrante: Giovanni Pontano

Tradizioni regnicole e ipotesi baronali: Lorenzo Bonincontri

Storiografia e propaganda alla fine del Regno: Giovanni Albino

Affezioni angioine e tensioni viceregali

Appendice
La cultura storica del Quattrocento siciliano

Indice dei manoscritti
Indice dei nomi


Abstract

Il volume ricostruisce la vicenda delle scritture di storia nel secondo Quattrocento napoletano, quando l’iniziativa aragonese impiantava nel Reame la cultura umanistica, soprattutto nella sua dimensione di approdo storiografico dedicato a chiarire ed interpretare la vicenda contemporanea, non senza tensioni propagandistiche, ma arricchendo altresì la proposta politico-culturale con una discussione de historia conscribenda assai tesa ed impegnata, tale da non trovare confronti in altri ambiti, sia pure prestigiosi, dell’offerta culturale contemporanea. Dopo un inquadramento del problema nelle sue coordinate, storica e teorica, e un sintetico ragguaglio della produzione storiografica minore, latina e volgare, si disegna l’itinerario del genere, dalla prima prova valliana, che imposta, anche nella tensione del confronto politico e teorico con Facio e Panormita, le linee entro cui si muoverà la problematica futura, attraverso un percorso che inizia con l’intelligente tentativo di comprendere la dialettica delle forze politiche e sociali regnicole operato dal Pontano, finalizzato anche all’individuazione di un adeguato progetto di governo, e prosegue con la proposta, decisamente regia e ‘burocratica’ dell’Albino e la complessa ricostruzione dell’intero arco della vicenda medievale del Mezzogiorno, aperta alle tensioni ideologiche gentilizie da parte del Bonincontri (opportuno recupero, questo, di una dimensione tanto significativa, quanto poco documentata e spesso trascurata), sino ai documenti della crisi di fine secolo, con le opere storiografiche del Riccio sulla fine del Regno e le proposte di Tristano Caracciolo, che ritorna a percorrere il destino storico del ceto nobiliare nel passaggio al Viceregno. Un’appendice, infine, è dedicata a descrivere la particolare accezione della scrittura storica della parte insulare dell’antico Reame, misurandone le valenze più provinciali e le peculiari problematiche, sia quelle arretrate all’esile linea dinastica, sia quelle, nuove ed interessanti, di ricostruzione e valorizzazione delle singole realtà municipali dell’isola.


Autore

Giacomo Ferraù è professore ordinario di Filologia medievale e umanistica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Messina.

©   2000
Reti Medievali

UP