Home.

Rivista

spaceleft Mappa Biblioteca Calendario Didattica E-Book Memoria Repertorio Rivista spaceright
2010: 1 / 2
2009
2008
2007
2006: 1 / 2
2005: 1 / 2
2004: 1 / 2
2003: 1 / 2
2002: 1 / 2
2001: 1 / 2
2000
 
RICERCA
 
INDICE

 

III - 2002 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Bruno Dini
Manifattura, commercio e banca nella Firenze medievale

Firenze, Nardini, 2001


Indice

Premessa

Cap. I: La ricchezza documentaria per l'arte della seta e l'economia fiorentina del Quattrocento

Cap. II: I battilori fiorentini nel Quattrocento

Cap. III: I mercanti - banchieri e la sedia apostolica (XIII-prima metà del XIV secolo)

Cap. IV: Le forme e le tecniche del prestito nel tardo Medioevo

Cap. V: Mercati e piazze bancarie nel Mediterraneo e in Europa nei secoli XIV-XVI: presenze e strategie degli operatori economici fiorentini

Cap. VI: Il commercio dei cuoi e delle pelli nel Mediterraneo nel XIV secolo

Cap. VII: I lavoratori dell'Arte della lana a Firenze nel XIV e XV secolo

Cap. VIII: Le ricordanze di un rammendatore (1488-1538)

Cap. IX: L'Archivio Datini

Cap. X: Nuovi documenti su Giovanni di Bernardo di Antonio da Uzzano


Abstract

L'economia fiorentina del tardo medioevo presenta, grazie alle numerose manifatture specializzate, al vivace commercio ed alla sua attività bancaria di livello internazionale, la complessità propria di un'economia dominante. In particolare l'Arte della lana e quella della seta costituivano i settori produttivi più importanti della città ed erano in grado di offrire quei beni di lusso che venivano richiesti in Europa e nell'intero bacino del Mediterraneo. Attraverso l'analisi del ruolo dei lavoratori dell'Arte della lana, condotta anche sulla base delle "ricordanze" scritte da uno di loro - testimonianza diretta della mentalità e dello stile di vita - è possibile cogliere le caratteristiche di un tipo di produzione già sorprendentemente capitalistico. La ricchezza dei mercanti-banchieri, ancora oggi riscontrabile nelle strutture rinascimentali che caratterizzano Firenze, si mostra strettamente collegata al crescente successo delle varie attività presenti nel territorio; il centro toscano era entrato, dunque, nella grande scacchiera della competizione economica mediterranea, in aperto antagonismo con Genova, Venezia e Milano. In questo particolare contesto, i fiorentini si distinsero dagli altri per aver ideato ed attuato geniali strategie e tecniche che rimasero, per lungo tempo, all'avanguardia; le loro aziende, diffuse ovunque, si dimostrarono sempre in grado di assicurare alla città d'origine la disponibilità di mercati e di materie prime ed altresì di controllare circuiti mercantili sempre più vasti e lontani.


Autore

Bruno Dini è professore associato di Storia economica nell'Università di Firenze. Ha pubblicato ricerche e studi sull'economia fiorentina e italiana dei secc. XIII-XVI, soffermandosi, in particolare, sull'analisi dell'industria serica e laniera, su aspetti relativi al commercio e alla banca internazionale nel Mediterraneo e in Europa e, infine, sui problemi concernenti la mentalità e la formazione culturale del mercante. Tra i suoi lavori si segnala il volume "Una pratica di mercatura in formazione (1394-1395)", Firenze, 1980, e "Saggi su una economia-mondo. Firenze e l'Italia fra Mediterraneo ed Europa (secc. XIII-XVI)", Pisa, 1995.

©   2000
Reti Medievali

UP