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INDICE
I - 2000 / 1 - maggio-dicembre

Schedario


Vittorio Carrara,
Reti monastiche nell’Italia padana. Le chiese di San Silvestro di Nonantola tra Pavia, Piacenza e Cremona. Secc. IX-XIII
,
Modena, Aedes muratoriana, 1998.


Indice

Introduzione

Parte prima - Sviluppo, trasformazione e declino della rete monastica padana (secoli IX-XI)

Capitolo I – La cella monastica nella capitale del Regno e le chiese del distretto pavese

1. La cella nonantolana in Pavia
Posizione, struttura e trasformazione della cella
2. I ceti dirigenti e la proprietà abbaziale pavese
3. La rete delle chiese monastiche nel comitato
3.1. San Silvestro di Burgeto. Le terre del Lambro
3.2. San Silvestro di Vaccile. Le terre dell’Oltrepò
3.3. San Silvestro di Sale. Le terre dello Scrivia
3.4. Santa Maria di Caurissi. Le terre del Tanaro
4. Origini, modificazioni e ridimensionamento del patrimonio monastico pavese. Un bilancio
5. Nuove forme della presenza nonantolana in Pavia: la chiesa di San Quirico

Capitolo II – Chiese monastiche nel distretto di Piacenza

1. Le celle nonantolane e la distrettuazione pubblica
2. San Silvestro di Ponte Marmoriolo
3. Santa Maria Monachorum
4. La cella di San Silvestro di Piacenza nel secolo IX
5. Struttura e trasformazione della cella
6. I concessionari piacentini e la sede episcopale nei secoli X-XI
6.1. Il notaio Rotchiso e l’arcidiacono Donnino (900)
6.2. Adelberto qui et Azo (927)
6.3. Il giudice Aitardo e l’arcidiacono Giovanni (1021)
7. Vescovi e monasteri piacentini
8. Conclusione dell’esperienza monastica nonantolana: i preti officiali di San Silvestro

Capitolo III – Il patrimonio di Nonantola nell’episcopato cremonese del secolo XI

1. La documentazione
2. San Silvestro di Cremona: analogie e consonanze con la cella piacentina
3. Benefici e precarie del monastero di Nonantola nel Cremonese
3.1. Vassalli sul territorio della cella
3.2. Vassalli del comitato di Bergamo
3.3. I cives cremonenses: benefici e precarie nella campanea civitatis
4. L’abbazia di Nonantola nel quadro della politica imperiale
4.1. Bonifacio di Canossa
4.2. Ariberto d’Intimiano
4.3. Il monastero di Nonantola, i cives cremonesi, il vescovo
5. Un patrimonio senza chiesa: verso nuove istituzioni dipendenti

Parte seconda - Tra Nonantola e Cremona: ridimensionamento e localizzazione della rete monastica padana (secoli XII-XIII)

Capitolo IV – Le chiese monastiche cremonesi nel secolo XII: nascita, sviluppo e conflitti istituzionali

1. Il clima politico-ecclesiastico e la fondazione del monastero femminile dei Santi Silvestro e Benedetto
1.1. Forma e funzioni del monastero femminile
2. Il priorato di Santa Croce
2.1. La fondazione
2.2. La giurisdizione patrimoniale
3. L’ospitale di Santa Croce
4. La controversia per il monastero di San Benedetto
4.1. La sentenza del legato di Alessandro III (1170)
4.2. Le ingerenze del vescovo Oberto
4.3. Sicut conversae: le monache, il priorato e l’abbazia
5. Tra Nonantola e Cremona. Un bilancio per il secolo XII
5.1. Dall’espansione alla crisi
5.2. L’abate Bonifacio nei rapporti con i priorati dipendenti (1179-1201)

 Capitolo V – Le chiese monastiche cremonesi nel secolo XIII: integrazione nella realtà cittadina

1. La chiesa di San Benedetto nel secolo XIII
1.1. La canonica agostiniana (1211-1258)
1.2. Il ripristino del monastero femminile
2. Lo sviluppo delle vicinie e dell’edilizia abitativa. Prime attestazioni del patrimonio immobiliare urbano di Nonantola
3. Considerazioni sull’investitura ad fictum
4. Le chiese nonantolane nelle vicinie: gli inventari nonantolano-cremonesi del 1290
4.1. L’inventario del priorato di Santa Croce
4.2. L’inventario di San Silvestro
4.3. Chiese nonantolane a confronto
4.4. I fictalici

Conclusioni

Appendice I – La corte nonantolana di Milano
Appendice II – Edizione dei brevia [1], [2] e [3].

Indice delle tavole
Fonti e bibliografia
Indice dei nomi di persona e di luogo


Abstract

Il libro è il risultato dello studio su una peculiarità del tutto propria ed esclusiva delle grandi abbazie altomedievali: la loro "riproducibilità" in comitati e città lontani attraverso la diffusione di quelle fondazioni che la storiografia, a volte con una certa - inevitabile - approssimazione lessicale, definisce dipendenze, possessi eccentrici, filiazioni, celle o priorati. La scelta di prendere in esame un territorio circoscritto, cioè solo una parte delle lontane pertinenze di San Silvestro, pur dovuta a oggettivi limiti materiali, costituisce tuttavia molto più che un'indagine campione sugli estesi possessi di Nonantola: la documentazione altomedievale è relativamente abbondante solo per le antiche celle nei comitati e nelle città di Pavia, Piacenza e Cremona e si riferisce alla parte più rappresentativa del nucleo originario di chiese e patrimoni eccentrici subordinati al grande monastero.

La penuria di documenti e pure una certa carenza storiografica hanno motivato il progetto di ricostruire, innanzitutto, l'immagine e l'articolazione della struttura materiale delle più antiche chiese dipendenti: la loro ubicazione nel territorio rurale e nel contesto urbano, la consistenza del patrimonio pertinente a ciascuna di esse e la sua distribuzione geografica. Un'indagine minuziosa, ma non meramente descrittiva: a ben vedere, in assenza di fonti esplicitamente narrative, era l'unica via per cogliere un disegno d'insieme forse non preordinato, ma comunque non privo di razionalità, che giustificasse la funzione di ogni gruppo patrimoniale eccentrico e il suo ruolo entro una rete complessa di relazioni. Il limite cronologico della metà del secolo XI costituisce una netta cesura fra le due sezioni del volume.

La seconda parte, dedicata alle chiese nonantolano-cremonesi (un priorato, un ospitale, un monastero femminile) nate e sviluppatesi nel pieno Medioevo, affronta tematiche diverse, seguendo i molteplici stimoli dell'abbondante documentazione disponibile costituita in gran parte da pergamene inedite, la cui tipologia si estende a un ampio spettro di relazioni amministrative e patrimoniali, disciplinari e religiose, processuali e giuridiche. La ricerca è fondata su una vasta bibliografia e soprattutto su un'ampia mole di documenti inediti esaminati negli archivi di Nonantola, Parma, Piacenza, Cremona, Milano e Città del Vaticano. In appendice all'opera sono pubblicati tre brevia monastici di beni, benefici e contratti, relativi ai territori delle tre città prese in considerazione, di una certa rilevanza per lo studio della storia istituzionale della Italia centro-padana altomedievale.


Autore

Vittorio Carrara (Verona 1963) vive a Trento dove lavora come bibliotecario all'Università. Il suo interesse per la storia del monachesimo e per le fonti nonantolane risale ai primi studi universitari, compiuti a Bologna sotto la guida di Vito Fumagalli. Nel 1996 ha conseguito il dottorato di ricerca in storia medievale presso l'Università Cattolica di Milano.

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