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INDICE

 

III - 2002 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Henri Bresc,
Arabi per lingua Ebrei per religione.
L'evoluzione dell'ebraismo siciliano in ambiente latino dal XII al XV secolo
,
Catania, Mesogea, 2001.


Indice

La scuola

I. Alle radici dell'originalità degli ebrei siciliani: la Sicilia della Geniza
II. La lingua e la cultura
III. L'osservanza religiosa e il rito

La casa

IV. L'insediamento ebraico nella Sicilia medievale
V. La parentela
VI. La casa e la vita quotidiana
VII. Vestiti e altri segni dell'identità

La piazza

VIII. La base tecnica
IX. La funzione commerciale
X. L'attività degli ebrei nello spazio siciliano

L'assemblea

XI. La comunità
XII. La crisi del 1474-1475


Abstract

L'obiettivo che il libro si propone è quello di valutare un'evoluzione e di cogliere ciò che si può chiamare una identità complessa, basata sulla religione, nel senso vasto di dîn, legge che unisce la comunità, la morale e il diritto. Ma anche - e forse soprattutto - nel senso di relazione personale con la divinità, sotto forma di obbedienza giuridica e di unione mistica, guidata dai santi. Ancorato in un passato linguistico mai rinnegato, il giudaismo siciliano ha saputo evitare gli scogli della chiusura su una funzione economica unica e pericolosa e ha protetto un modo di relazione con l'ambiente cristiano ricco di collaborazioni e povero di tensioni. Modesto e riparato dietro la propria particolarità linguistica, ha potuto evitare l'emorragia delle conversioni e le gelosie. La sua fine, l'espulsione del 1492, non è stata endogena, ma è il risultato inevitabile e infelice dell'unione politica del regno siciliano con la Spagna. Anche se gli incidenti e le violenze hanno seguito il risveglio delle predicazioni mendicanti, come in Italia centrale, l'autorità politica, talvolta mossa dall'interesse, talvolta dalla semplice umanità, ha assunto fino in fondo la sua funzione di equilibrio e di protezione. In un mondo tardomedievale, dove le relazioni tra maggioranze e minoranze religiose erano segnate da dislivelli di onore che ci paiono insopportabili, la Sicilia offre un esempio di fedeltà agli impegni del diritto, sul cammino di una convivenza.

La società ebraica siciliana dei secoli XIV e XV così come possiamo vederla dal di fuori, attraverso la documentazione dei registri di Cancelleria e di quelli notarili, presenta una duplice originalità. Se infatti nell'ambito della società siciliana unisce alla diversità religiosa, fortemente sentita, la specificità culturale data dalla lunga sopravvivenza della lingua araba e da attività economiche che non hanno niente a che fare col lavoro dei campi (perché di ambiente urbano), nei confronti dell'ebraismo europeo si colloca in maniera altrettanto originale. Così, se la lingua araba si ritrova anche tra gli ebrei di Spagna, il radicamento nel mondo della Geniza traccia il disegno di una comunità di artigiani, di droghieri e di merciai ambulanti, modesti ma socialmente accettati e colti. La cultura e la lingua degli ebrei siciliani, che raramente arrivano ad integrarsi al mondo cristiano delle Corti e delle scienze, dànno luogo a una produzione meno prestigiosa dal punto di vista filosofico e letterario di quella degli ebrei di al-Andalus. Costituiscono, tuttavia, una corazza che serve a proteggere e nello stesso tempo a identificare la comunità, preservandola da ogni tentazione di apertura, dunque dal rischio del dissolvimento, come nel caso della comunità provenzale. Arabismo e religione, legge e morale a loro volta, contribuiscono così ad assicurare a lungo l'isolamento, salutare per l'ebraismo, consentendo comunque la collaborazione economica e non escludendo i buoni rapporti con il resto della società isolana.


Autore

Henri Bresc, professore all'Università di Paris X - Nanterre, studia da anni il mondo mediterraneo medievale, e in particolare la Sicilia. Tra le sue opere, Livre et société en Sicile, 1299-1499, Palermo 1971; Un monde méditerranéen: économie et société en Sicile, 1300-1450, Rome 1986; Palerme 1070-1492: mosaique de peuples, nation rebelle, Paris 1993 (a cura di H.B.). Recentemente ha curato, con Christiane Veauvy, il volume Mutations d'identités en Méditerranée, Paris 2000.

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