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INDICE
II - 2001 / 1 - gennaio-giugno

Schedario


Mario Ascheri,
I diritti del Medioevo italiano. Normative, teorie e prassi,
Roma, Carocci, 2000.


Indice

Indice sommario
Abbreviazioni

Introduzione

Parte I. L'eredità imperiale romana e i caratteri del secoli XI

Cap. 1 - Irnerio e il diritto romano giustinianeo
1.1     Il Corpus iuris civilis giustinianeo
1.2     Intorno al 1100: l'opera di Irnerio

Cap. 2 - Il caleidoscopio del secolo XI
2.1     Le diverse aree giuridico-politiche
2.2     L'intreccio di poteri laici ed ecclesiastici
2.3     Il diritto canonico pre-grazianeo

Cap. 3 - Caratteri del diritto nel secolo XI
3.1     La prassi notarile
3.2     Consuetudine e legislazione
3.3     Sviluppi diversificati nel centro-nord e nel sud
3.4     Personalità e territorialità del diritto
3.5     Alle origini del diritto feudale
3.6     Per concludere

Parte II. Il trionfo del pluralismo giuridico: i diritti coesistenti e la fondazione del diritto comune (1100-1250 circa)

Cap. 1 - Gli inizi dell'Università e i fondamenti del Corpus iuris canonici
1.1     L'origine dell'Università
1.2     La pietra angolare del diritto canonico: il Decretum di Graziano
1.3     Fino alle Decretali di Gregorio IX (1234)

Cap. 2 - Diritti territoriali e di categoria
2.1     Altre fonti normative: di tipo internazionale, interstatuale o pattizio
2.2     Normative locali urbane e rurali: il particolarismo territoriale
2.3     Normative monarchiche
2.3.1   Le Assise normanne
2.3.2   Il Liber Augustalis o Costituzioni di Melfi (1231)
2.4     Le normative di categoria e di 'ceto': il particolarismo 'soggettivo'
2.4.1.  Alle origini del diritto commerciale e marittimo
2.4.2.  Il diritto feudale fino ai Libri feudorum

Cap. 3 - I protagonisti della teoria e della prassi
3.1        Tipologia delle opere dei glossatori
3.1.1      Le glosse
3.1.2      Le altre 'forme letterarie' principali
3.2         Autori oscuri e professori famosi: longobardisti, canonisti e civilisti
3.3        Caratteri dell'operosità dei glossatori
3.4         Il processo e la fondazione del diritto comune
3.5         Diritto comune e diritti propri
3.6         Gli altri protagonisti: i notai

Parte III. Il trionfo del sistema di diritto comune (1250-1500 circa)

Cap. 1. - Perfezionamento e  consolidamento del sistema
1.1     Gli sviluppi nel mondo universitario
1.2     Le 'forme letterarie'
1.3     I giuristi dai post-glossatori ai commentatori: dalla communis opinio al 'bartolismo'

Cap. 2. - Sviluppi dottrinali e istituzionali
2.1        Il rapporto tra diritto comune e diritto locale dopo il trionfo: dal 'dottore' al 'legislatore'
2.2     La deviazione veneziana
2.3     Qualche altro sviluppo dottrinale e istituzionale

Cap. 3. - I testi universitari e la legislazione
3.1         Completamento dei Corpora
3.1.2   Il Corpus civilistico: dal feudo alla tirannide
3.1.3   Il completamento del Corpus canonistico
3.2     Sviluppi nei diritti locali
3.2.1   Diritti cittadini
3.2.2   Diritti territoriali monarchici e principeschi
3.2.3   Diritti di istituzioni e categorie

Cap. 4. - La giustizia e le sue istituzioni
4.1     Distinzioni preliminari: la campagna
4.2     La città: processo ordinario, sommario e mercantile
4.3     Venezia
4.4     Le Corti centrali e le prime raccolte di giurisprudenza
4.5     Giustizia e politica ovvero: giurisdizione e legislazione
4.6     Giustizia civile e giustizia penale: un'ammissione significativa

Cap. 5 - Congedo dal Medioevo
5.1     Nelle polemiche: giuristi e umanisti
5.2     Un'eredità pesante e grandiosa

Una biblioteca storico-giuridica
Fonti
Bibliografia
Indice analitico


Abstract

Il diritto è una dimensione fondamentale del Medioevo italiano. Proprio in Italia, infatti, ha avuto luogo la complessa tradizione al futuro della articolata, ricchissima, normativa di età romana; sempre in Italia ha preso forma di diritto la normativa della massima istituzione della storia occidentale, la Chiesa romana, e ancora in Italia ha avuto origine l’Università, e con ciò la professionalizzazione dello studio del diritto - un carattere rimasto precipuo della tradizione giuridica continentale.

Perciò il libro s’incentra in larga misura sui grandi secoli di fondazione e di consolidamento del diritto romano-canonico di gestione universitaria, nei secoli XII-XIV, come il fenomeno più caratteristico per il mondo giuridico medievale e quello di maggior rilievo sulla lunga durata per la storia sia italiana che europea, anche se non trascura cenni ai diritti dei secoli precedenti, bizantino, longobardo, franco.

Studiare le Università, a partire da quella di Bologna, e l’operosità dei suoi ‘dottori’, vuol dire definire il diritto medievale più sofisticato e maturo, quello che – come in una grande koiné europea - è servito di modello per i diritti locali, di re e di città, e non solo in Italia.

Chi riesce a penetrare nei meccanismi mentali del diritto universitario di quei secoli – il cosiddetto ‘diritto comune’ romano-canonico – ha una chiave di accesso alle complesse e variegatissime normative ovunque in piena fioritura in questi secoli. Tramite i concetti del diritto comune si entra nella legislazione del basso Medioevo e ci si apre alla comprensione di quella moderna. Perciò un libro sui diritti del Medioevo italiano è un libro che vuole contribuire alla formazione di base nelle discipline storiche, e non solo medievistiche.

Quel diritto ha lasciato un’eredità ricchissima ai secoli venturi quanto ai contenuti dei vari rami del diritto (pubblico e privato, sostanziale e processuale) e poi ancora, e soprattutto, un’impronta difficilmente cancellabile nella cultura giuridica, nel modo di lavorare: di produrre i testi e di interpretarli. Nonostante i processi codificatori e un contesto socio-economico in gran parte rivoluzionato rispetto a quello del Medioevo, tanti problemi giuridici allora furono impostati e talora risolti in maniera durevole grazie al lavoro di intere generazioni di giuristi, più che all’impegno, spesso soltanto occasionale dei legislatori. La teoria e la dottrina giuridica, ossia il mondo concettuale del diritto, e talora anche specifiche soluzioni allora escogitate, specie nel campo del diritto privato, furono lungimiranti e influentissime, e non solo in Italia.

L’età tardomedievale in particolare vide un primato delle cultura giuridica italiana, che fu parte non secondaria dell’altisima civiltà raggiunta in quel tempo.

Il libro vuole segnalare i momenti più importanti di quella storia e le loro connessioni, indipensabili per penetrare e capire le strutture portanti dei lunghi secoli del Medioevo. E’ quindi un libro per una vasta cerchia di lettori, volutamente presentato in modo piano e chiaro, utilizzabile per chi abbia un interesse puramente culturale a introdursi ai fondamenti del nostro attuale sistema giuridico e ai suoi problemi attuali (a volte di una sconcertante lunga durata), ma può esser utile anche come libro di testo per studenti, sia di Giurisprudenza che di discipline varie della Facoltà di Lettere. In particolare, sono di interesse didattico gli esempi concreti introdotti e le citazioni di testi, mentre aspirano a facilitare i ricercatori di vari livelli gli ampi richiami di fonti e della più recente bibliografia internazionale sui temi affrontati.


Autore

Mario Ascheri è professore di Storia del diritto italiano nelle Facoltà di Lettere e di Giurisprudenza dell’Università di Siena. Tra le sue opere si ricordano Tribunali, giuristi e istituzioni dal Medioevo all’Età moderna (Bologna, 1989, ed. riv. 1995), Istituzioni medievali (Bologna 1994, II ed. 1999), Diritto medievale e moderno (Rimini 1991). E’ nel Consiglio scientifico del Max Planck Institut per la storia giuridica europea di Francoforte sul Meno e membro di molte altre istituzioni culturali.

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