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XI - 2010/2 - luglio-dicembre

Saggi


Carmen Eguiluz Méndez

Ravenna e Toledo: due modelli di "capitale imperiale"
Ravenna and Toledo, two models of "imperial capital"

Abstract

Le invasioni germaniche determinarono una nuova realtà politica all’interno dell’Impero romano: gli imperatori e le loro corti dovevano viaggiare ovunque la crisi militare richiedesse la presenza del sovrano. Questi continui spostamenti spiegherebbero come mai alcune città, le più vicine alle frontiere dell’impero, divennero residenze regie, precedendo le future sedes regiae. I nuovi governanti germanici cercarono di fare delle proprie residenze qualcosa che somigliasse una capitale imperiale, costruendo o adattando le proprie residenze seguendo il modello romano che in quel momento trovava corpo a Costantinopoli. I re dell’Occidente barbarico, consapevoli dello splendore della capitale orientale, tentavano di emularla nella propria sedes regia: l’imitatio imperii o exemplar unici imperii della definizione di Cassiodoro. Il modello del regno di Teodorico era dunque Bisanzio e l’impero bizantino. Il re ostrogoto, una volta imposta la supremazia sul resto d’Italia, fece di Ravenna la propria capitale seguendo i modelli di Roma e Costantinopoli. Ravenna aveva tutti i requisiti per essere l’erede e la perpetuatrice dell’Impero come capitale del regno ostrogoto. Il modello che Teodorico definì a Ravenna fu proseguito a Toledo mezzo secolo dopo da Leovigildo, quando questi si affrettò a dotare la città di stabili strumenti materiali e ideologici che la avrebbero consolidata come suprema e unica istituzione di governo. Per rafforzare la propria indiscussa legittimità, anche Leovigildo si risolse a un rafforzamento del potere regio grazie alla pratica dell’imitatio imperii.

The Germanic invasions gave way to a new political reality inside the Roman Empire: the emperors and their courts had to be travelling wherever the military crisis required the presence of the sovereign. These constant moves would explain why some cities, closer to the frontiers of the Empire, became royal residences – the predecessors of the future sedes regiae. The new Germanic rulers tried to make their residences into something like an imperial capital, building or adapting their residences following the Roman model reflected in that moment in Constantinople. The western barbarian kings, aware of the splendorous of the eastern capital, sought to emulate it into their sedes regia – the imitatio imperii or exemplar unici imperii according to the definition of Cassiodorus. In this way, the model of the Theodoric’s reign was Bizantyum and the Bizantine Empire. The ostrogothic King, once he imposed his supremacy over the rest of Italy, made Ravenna his capital following the models of Roma and Constantinople. Ravenna satisfied all the titles to be also heiress and perpetuator of the Empire as capital of the Ostrogothic kingdom. The model Theodoricus settled in Ravenna was continued by Leovigildus in Toledo about half century later, when he hastened to provide the institution with firm material and ideological mediums that would consolidate it like the supreme and only government institution. In order to reinforce his undisputed legitimacy, Leovigildus too resorted to the strengthening of royal power through the practice of imitatio imperii.

Keywords: Late Antiquity, early Middle Ages, Ravenna, Toledo, Byzantium, imitatio imperii, Ostrogothic Kingdom, Visigothic Kingdom.

 

©  Carmen Eguiluz Méndez per "Reti Medievali"


Citabile come Carmen Eguiluz Méndez, Ravenna e Toledo: due modelli di “capitale imperiale”, "Reti Medievali - Rivista", XI - 2010, 2, url: <http://www.rivista.retimedievali.it/>.

 

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