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INDICE

 

VII - 2006 / 1 - gennaio-giugno

Saggi


Gian Maria Varanini

L'invenzione dei confini. Falsificazioni documentarie e identità comunitaria nella montagna veneta alla fine del medioevo e agli inizi dell'era moderna

Abstract

Alla fine del Quattrocento e nel Cinquecento, i comuni alloglotti della montagna veronese (detti più tardi «Tredici Comuni») e della montagna vicentina («Sette Comuni») fabbricarono una lunga serie di documenti falsi, attribuiti all’epoca di Cangrande della Scala (anni ’20 del Trecento), con l’obiettivo di definire sul terreno i confini del proprio territorio, usurpando pascoli e boschi appartenenti ad enti e proprietari delle città di Verona e Vicenza oppure ai signori e alle comunità della Vallagarina e della Valsugana soggette all’impero asburgico. La ricerca analizza, comparativamente, i due casi, profondamente diversi tra di loro. Nella montagna veronese, infatti, l’insediamento umano e la creazione di comunità organizzate fu molto tarda, e si concretizzò solo nel Trecento e nel Quattrocento; nella montagna vicentina invece le comunità rurali si organizzano precocemente, e soprattutto ha una notevole importanza, in questo caso, il confine ‘interstatale’ tra il territorio vicentino e il territorio feltrino, e successivamente tra il territorio vicentino e l’impero asburgico, che dagli inizi del Quattrocento controlla la Valsugana. La ricerca discute infine l’atteggiamento del governo veneziano, che deliberatamente accetta, per motivazioni politico-strategiche, questi “confini inventati”.

At the end of the fifteenth century and in the sixteenth century the non-Italian speaking communes of the Veronese mountains (later called «Tredici Comuni») and of the Vicentine mountains (later called «Sette Comuni») made up a large number of faked documents, dating at the age of Cangrande della Scala (the 20s of the fourteenth century) with the aim of establishing the boundaries of their territory, usurping pastures and forests belonging to institutions and citizens of Verona and Vicenza, or to the lords and the communities of the Vallagarina and the Valsugana subject to the Habsburg Empire. The research carries out a comparative analysis of these two largely different cases. In the Veronese mountains, in fact, human settlings and the creation of organized communities date only from the fourteenth and the fifteenth centuries, while the rural communities of the Vicentine mountains had long since established; in the case we analyze here, of particular importance is the ‘inter-state’ boundary between the territory of Vicenza and the territory of Feltre, and later between the territory of Vicenza and the Habsburg Empire, whose rule upon the Valsugana dates from the beginning of the fifteenth century. The research also discusses the attitude of the Venetian government, and its purposely acceptance, owing to political-strategic reasons, of these ‘invented boundaries’.

 

©  Gian Maria Varanini per "Reti Medievali"


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Citabile come Gian Maria Varanini, L'invenzione dei confini. Falsificazioni documentarie e identità comunitaria nella montagna veneta alla fine del medioevo e agli inizi dell'era moderna,  in Distinguere, separare, condividere. Confini nelle campagne dell’Italia medievale, a cura di Paola Guglielmotti, "Reti Medievali - Rivista", VII, 2006, 1, url: <www.retimedievali.it>.

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