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VII - 2006 / 1 - gennaio-giugno

Saggi


Paolo Pirillo

Fines, termini et limites. I confini nella formazione dello Stato fiorentino

Abstract

I confini nella formazione dello Stato fiorentino. Nel processo di crescita e di maturazione dello Stato fiorentino, a partire almeno dalla fine del XIII secolo, l’attenzione nei confronti dei confini andò sempre più realizzandosi attraverso l’accentuazione dei caratteri di linearità delle demarcazioni, in netto contrasto con la dimensione zonale degli spazi confinari: per questo, laddove possibile, i confini sarebbero stati identificati con un tracciato stradale. Firenze andò affermando i limiti del proprio dominio con le altre realtà giurisdizionali, istituzionali e politiche circostanti, giungendo a ricercarne una legittimazione poi tradotta con precisione sul terreno e possibilmente concertata, come dimostrano i due accordi trecenteschi tra Firenze e il Comune bolognese qui presi in considerazione. La linea di condotta adottata dal Comune fiorentino in materia di tracciamento delle linee di confine con l’esterno sembra essere applicata come metodo anche all’interno del comitatus cittadino. Qui, l’espansione comunale aveva infatti lasciato pressoché intatte le ripartizioni territoriali preesistenti (comuni, plebati, ecc.) adeguandovi le esigenze istituzionali, amministrative, giurisdizionali comunali: sostanzialmente un disegno che doveva essere preservato e migliorato. Così, sempre più spesso – come nel caso del 1338 concernente due comunità vicine a Firenze qui illustrate – una precisa terminazione tracciata sul territorio si traduceva non solo nel tentativo di cancellare localmente un contenzioso tra universitates limitanee, ma anche in una garanzia per lo stabile assetto dell’intera organizzazione territoriale fiorentina.

In the growth and development of the Florentine State, since the end of the thirteenth century at least, the increasing attention towards boundaries is proved by the more marked linear character of the limits, in opposition to the zonal dimension of boundary spaces: thus, where it was possible, boundaries would be identified with the course of a road. Florence was claiming the extension of its dominion in front of the surrounding jurisdictional, institutional and politic situations, aiming at a legitimation that found its actual expression on the ground and that, when possible, was the result of mutual agreements, as we see from the two fourteenth century agreements with the Commune of Bologna we analyse here. The conduct adopted by the Florentine Commune in the mapping out of the outer boundaries seems to have been applied inside the town comitatus as well. In this area the communal expansion had left the pre-existing territorial divisions (communes, plebati etc.) nearly unchanged, adjusting the communal institutional, administrative and jurisdictional exigencies to them: it was basically a design that had to be preserved and improved. Thus, more and more frequently – as in the 1338 case we analyse here, concerning two communities near Florence – a neat delimitation drawn out on the ground was both an attempt to get over local quarrels with neighbour universitates and a guarantee for a stable lay out of the Florentine territorial organization as a whole.

 

©  Paolo Pirillo per "Reti Medievali"


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Citabile come Paolo Pirillo, Fines, termini et limites. I confini nella formazione dello Stato fiorentino,  in Distinguere, separare, condividere. Confini nelle campagne dell’Italia medievale, a cura di Paola Guglielmotti, "Reti Medievali - Rivista", VII, 2006, 1, url: <www.retimedievali.it>.

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