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VIII - 2007

Saggi


Dario Canzian

L’assedio di Padova del 1405

Abstract

La guerra con Venezia del 1404-1405 rappresentò un momento cruciale nella storia di Padova. Essa segnò infatti la fine definitiva dell’autonomia patavina e il passaggio della città e del suo territorio sotto il diretto controllo di Venezia. L’assedio finale, narratoci nella Cronaca di Bartolomeo Gatari, durò quasi cinque mesi e sottopose Padova ad una prova molto severa: sovraffollamento di uomini e animali entro le muta urbane, carenza di viveri, precarie condizioni igienico-sanitarie, epidemia di peste. In questa situazione il rapporto tra l’ultimo signore della città, Francesco Novello da Carrara, e i cives padovani andò progressivamente logorandosi: l’emergenza indusse infine una divaricazione nella visuale politica dell’uno e degli altri, anche se, al momento della resa, la collettività cittadina tentò, inutilmente, di intercedere a favore dei signori sconfitti. Dalla catastrofe Padova uscì con una nuova consapevolezza di sé: mentre le sue tradizioni civiche e l’ordinamento sociale apparivano ben sedimentati, la sua capacità di espressione politica e militare, di cui si erano fatti interpreti per quasi un secolo i signori da Carrara, aveva rivelato limiti insuperabili di fronte alle risorse messe in campo da Venezia.

The war with Venice from 1404-1405 represented a crucial moment in the history of Padua. In fact, it marked the definite end of the autonomy of the people of Padua and the passage of the city and its territory under the control of Venice. The final siege, narrated in the Chronicles of Bartolomeo Gatari, lasted almost five months and subjected Padua to a very severe test: overcrowding of man and animals within the city walls, lack of provisions, precarious health-hygiene conditions and epidemics of the plague. In this situation the relationship between the last nobleman of the city, Francesco Novello da Carrara, and the civies of Padua continued progressively to deteriorate: the emergency, in the end, induces a divaricator in the political views of one and the others, even if, at the time of surrender, the general public futilely attempted to plead in favour of the defeated nobles. Padua came out of the catastrophe with a new awareness of itself: while its civil traditions and the social regulations appeared to be well instilled, its capacity of political and military expression, of which the noblemen of Carrara were made interpreters for centuries, revealed insurmountable limits before all of the resources put on the battlefield from Venice.

©  Dario Canzian per "Reti Medievali"


Citabile come Dario Canzian, L’assedio di Padova del 1405, "Reti Medievali - Rivista", VIII, 2007, url: <http://www.retimedievali.it>.

 

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