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II - 2001 / 2 - luglio-dicembre

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Iura communia. Il sito di diritto comune,
a cura di Mario Montorzi, <
www.idr.unipi.it/iura-communia/>, 1997-2001.

Per Lorenzo Tanzini
[links attivi al 20 novembre 2001]

©  Lorenzo Tanzini per "Reti Medievali"


Il sito Iura Communia, curato dal prof. Mario Montorzi dell'Università di Pisa, si propone di mettere a disposizione degli studiosi una serie di risorse per lo studio del diritto comune, tanto nella sua dimensione dottrinale quanto nelle forme in cui questo ha condizionato e informato le strutture giurisdizionali delle società di antico regime: ciò in una prospettiva cronologica estremamente ampia, che abbraccia la storia del diritto italiano ed europeo fino alla piena età moderna, per raggiungere le più tarde ma non irrilevanti emergenze di diritto comune vigente pure nell'Europa del nostro tempo.

Questo ampio taglio cronologico è d'altra parte il più appropriato per un oggetto di studio come il diritto comune. Quel complesso di dottrine e metodi elaborato a partire dal primo secolo XII nello studio del diritto romano non si esaurisce infatti, secondo le intenzioni dei curatori, nella sua dialettica con lo ius proprium, il diritto prodotto dalle città e dalle diverse componenti della società medievale, ma al contrario si concreta in un habitus generale del diritto e della sua interpretazione, il cui operare si legge per tutto l'ancien regime fino all'età delle grandi codificazioni. Un habitus incentrato sulla funzione della scientia iuris come chiave fondamentale della stessa applicazione del diritto, che si contrappone fortemente tanto al procedere giurisprudenziale della dottrina contemporanea, tanto al connotato rigidamente volontaristico della moderna legislazione. E' da questa particolare prospettiva, e da questa considerazione forte del ruolo del diritto comune, che il sito risulta improntato, caratterizzandosi quindi per una estrema varietà di contenuti, uniti dal costante riferimento a questo particolare modo di intendere il diritto. Vi si troveranno quindi tanto riferimenti a testi di tipo puramente dottrinale, quanto ricerche su meccanismi giurisdizionali, tanto materiali biografici su eminenti giuristi del periodo, quanto studi sulla legislazione e l'evoluzione istituzionale delle città e degli stati di antico regime: le peculiarità dello strumento informatico hanno peraltro l'effetto di assecondare, anzi di amplificare la pluralità di prospettive in cui l'oggetto-problema dello ius commune è suscettibile di scomporsi. A questo proposito, anzi, si deve forse osservare come proprio la scelta di adottare la forma di sito web consenta di apprezzare, al di sopra dei singoli testi che vengono proposti, il quadro generale profondamente unitario in cui essi si collocano, come probabilmente non avrebbe consentito una iniziativa simile tradotta in un'opera a stampa.

Quanto alle scelte di metodo, le risorse offerte dal sito si propongono non semplicemente di rendere fruibili nella rete testi e materiali di studio, ma più significativamente di segnalare o suggerire percorsi di studio già intrapresi, programmati o soltanto possibili grazie ad opportuni riferimenti documentari o bibliografici, presentandosi così come un vero e proprio laboratorio delle più recenti e significative esperienze di ricerca in quest'ambito.

Non per estrinseche motivazioni di ordine tecnico, ma in coerenza con quella impostazione tematica di cui si è detto, il sito si compone di numerose sezioni interne, tutte direttamente linkabili dall'home page. La varietà di materiali e percorsi che vengono messi immediatamente a disposizione dell'utente è quindi considerevole, trattandosi in parte di veri e propri contenitori di testi in formato elettronico, in parte di strumenti di ricerca veri e propri - una varietà che risulta apprezzabile una volta percorse alcune pagine, e superata l'impressione iniziale di un eccessivo appiattimento di risorse molto diverse tra loro.

L'home page appare graficamente alquanto sobria, e oltre a riportare alcune indicazioni generali elenca la lunga serie di sezioni in cui il sito si articola: non senza per la verità un certo squilibrio grafico, per cui il lettore è costretto a scorrere una lunga colonna di testi affiancata da un inutile spazio vuoto. Riguardo sempre alle caratteristiche tecniche si deve d'altra parte riconoscere l'estrema praticità della consultazione grazie a semplici ma opportuni link di passaggio da una pagina all'altra.

Diamo quindi una rapida rassegna delle diverse pagine del sito.

La prima ("Diritto comune vigente") presenta la notizia di due convegni sui casi europei di diritto comune ancora vivente: una sezione breve ma opportunamente segnalata prima delle altre, a suggerire una matura riflessione sulle peculiarità del diritto comune come orizzonte alternativo ma non trascurabile rispetto all'esperienza degli ordinamenti giuridici contemporanei. Una pagina che quindi vale a ben rappresentare e introdurre il significato culturale dell'iniziativa del sito nel suo complesso.

La seconda e la terza pagina ("Testi e articoli in tema di diritto comune" - "Tardo diritto comune") sono tra le più significative del sito, e raccolgono una serie di contributi sul diritto comune in Italia e in certi casi fuori d'Italia, rispettivamente del periodo "classico" fino al XV e dei tre secoli successivi: la sistemazione è inevitabilmente rapsodica, ma i materiali messi a disposizione sono numerosi e notevoli, e soprattutto la scelta di includere oltre a testi già in versione cartacea anche saggi non ancora editi o comunicazioni orali si pone nella prospettiva che gli attuali orientamenti della produzione storiografica in rete considerano più feconda, vale a dire in un ruolo di integrazione e potenziamento - in questo caso grazie alla maggiore velocità di diffusione - rispetto alla pur ancora prevalente fruizione cartacea.

Discorso analogo vale per la pagina sugli "Scenari sociali dell'età del diritto comune", che comprende tre testi dei quali uno inedito; si tratta in particolare di esperienze di ricerca in corso riguardanti situazioni di storia politica, ecclesiastica o delle mentalità rispetto alle quali la dottrina del diritto comune impiega i propri strumenti interpretativi.

Della quinta sezione ("Spazi geografici del diritto") si ha l'impressione di una pagina, per quanto interessante, piuttosto occasionale, almeno in assenza di ulteriori aggiornamenti.

Diversa è la forma della pagina "Storia giurisdizionale", che offre la versione integrale di alcuni testi classici del pensiero giuridico, oltre al una consistente raccolta di documenti sull'esercizio della giurisdizione in Italia fino al XIX secolo: con una progressivo aggiornamento la sezione andrà a costituire una piccola biblioteca di testi non editi o difficilmente accessibili agli studiosi.

Seguono altre sezioni rivolte alla consultazione, di tipo biblio-webliografico; una raccolta di strumenti assai utili anche se non strutturati in maniera omogenea. Merita una menzione a parte la pagina bibliografica, dalla quale si accede ad un data-base di studi e testi di storia del diritto comune dalle dimensioni veramente impressionanti, tali da rappresentare da solo un valido motivo di consultazione del sito, anche perché arricchito da una altrettanto ampia sottosezione di novità editoriali. Significativa anche la sezione "Dibattito", che offre un opportuno spazio di documentazione e riflessione sull'impegno delle risorse informatiche nel campo degli studi storici e storico-giuridici: le potenzialità di questa pagina sono tuttavia parzialmente limitate dall'assenza di aggiornamenti dopo il 1999. Le pagine finali, e specialmente la sezione "Strumenti", forniscono una serie di link a siti, database, strumenti vari disponibili nella rete selezionati dalle più interessanti iniziative italiane ed estere; non meno ricche sono le indicazioni riguardo a biblioteche, ricerche d'archivio, convegni e finanche cataloghi di librerie antiquarie, utili per il reperimento di testi rari o difficilmente consultabili.

Complessivamente il sito merita senz'altro la qualifica di principale risorsa in rete per gli studi italiani di storia giuridica, principalmente ma non solo per la qualità dei contributi riportati. Non è difficile rilevare infatti come il sito abbia evitato il rischio di configurarsi come semplice contenitore di testi o strumenti informatici, ma sia al contrario strutturato come un luogo complesso di riflessione sulle forme, gli esiti e lo studio del diritto comune, che risulta tanto più utile ed interessante quanto più riesce a render conto dell'elaborazione in corso delle ricerche più recenti. In questo senso le possibilità fornite dal mezzo informatico sono sfruttate al meglio non solo come strumento di comunicazione, ma anche come opportunità di considerazione complessiva di un intero ambito di studi.

Un certo margine di miglioramento si può forse individuare quanto alla struttura generale: in particolare le risorse offerte sarebbero alquanto più funzionali se inserite in un contesto grafico più omogeneo. Un aggiustamento essenzialmente formale, che pare utile per migliorare la consultabilità di un sito che merita di essere opportunamente implementato e conosciuto come prezioso punto di riferimento per gli studi di storia giuridica.

©   2000
Reti Medievali

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