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IV - 2003 / 2 - luglio-dicembre

Schedario


Othmar Hageneder,
Il sole e la luna.
Papato, impero e regni nella teoria e nella prassi dei secoli XII e XIII
(Cultura e Storia II),
a cura di Maria Pia Alberzoni,
Milano, Vita e Pensiero, 2000.


Indice

Prefazione

Othmar Hageneder storico del papato, di Maria Pia Alberzoni
Othmar Hageneder storico dell'eresia, di Grado Giovanni Merlo

Abbreviazioni e sigle

Introduzione

I. Il dominio del mondo nel medioevo
II. Il paragone sole-luna in Innocenzo III. Tentativo di una nuova interpretazione
III. Il concetto di eresia nei giuristi dei secoli XII e XIII
IV. La decretale "Vergentis" (X. V, 7, 10). Un contributo sulla legislazione antiereticale di Innocenzo III
V. Il diritto papale di deposizione del principe: i fondamenti canonistici
VI. La ierocrazia pontificia e l'eresia della disobbedienza
VII. "Sacrilegii instar est de factis principis iudicare" : i fondamenti del potere assoluto

Indice dei nomi


Abstract

Per le attente cure di Maria Pia Alberzoni vengono, per la prima volta, raccolti in volume e tradotti in italiano alcuni articoli pubblicati da Hageneder nel corso del suo pluridecennale lavoro di edizione dei Registri di Innocenzo III. Sarebbe tuttavia erroneo ritenere che si tratti solo di contributi legati a correzioni paleografiche o a varianti che distinguono i testi di alcune decretali riportate nei Registri dalla successiva tradizione canonistica. Hageneder prende infatti spunto dalle indagini filologiche per affrontare più generali questioni storiche relative al cosiddetto diritto di signoria universale del papato sul mondo, per chiarire l'influenza che il diritto canonico ha esercitato, a partire dal XII secolo, sui poteri pubblici, attraverso il pensiero dei decretisti, dei decretalisti e dei papi giuristi come Innocenzo III e Innocenzo IV. Il lettore italiano potrà perciò avvicinarsi ora agevolmente a contributi, spesso fortemente innovativi, che hanno suscitato un vivace dibattito storiografico sin dalla loro prima apparizione. Ad esempio, nell’articolo dedicato al paragone sole-luna l'autore chiarisce come l'impiego di questa celebre immagine nel primo anno di pontificato di Innocenzo III rimandi alla volontà di difesa e di ampliamento dello stato della Chiesa di fronte alla politica territoriale degli Svevi. Sostenendo che il regno riceveva dall'autorità papale lo splendore della propria dignità e il suo potere, Innocenzo III avrebbe inteso suggerire al re di Germania che sarebbe stato più rispondente all’ordinamento del mondo se avesse esercitato la sua posizione di dominio in Italia il più lontano possibile da Roma e dalla sfera di influenza papale. Lo scontro del papato romano con le potenze secolari e con le eresie che sorgevano e si diffondevano in quei secoli esigeva un rafforzamento, all’interno della Chiesa, del primato monarchico. Il diritto imperiale romano tardo–antico, innanzitutto con il Corpus giustinianeo, fornì elementi utili per questa costruzione, contribuendo fortemente alla fondazione del potere di ufficio papale e giustificando le pratiche assolutistiche di governo, anche in ambito secolare. Dal diritto imperiale romano Innocenzo III mutuò anche le sanzioni previste per i rei di lesa maestà, quali la totale perdita dei beni, e le applicò contro gli eretici, accusati di crimen lesae maiestatis perpetrato contro Dio; all’occorrenza seppe però anche avvalersene contro i prìncipi secolari che si sottraevano al dovere religioso di lotta alle eresie, divenendo a loro volta rei di “eresia della disobbedienza” - da colpire prima con la scomunica, poi con lo scioglimento del giuramento di fedeltà a loro dovuto dai vassalli ed eventualmente con l’invito ai vicini a impadronirsi dei loro domini. Impreziosiscono il volume il profilo che di Hageneder traccia Maria Pia Alberzoni e le considerazioni introduttive di Grado Giovanni Merlo sull'apporto dato dallo studioso austriaco alle indagini sulle eresie bassomedievali. [Roberto Delle Donne]


Autore

Othmar Hageneder (1927) è dal 1952 impegnato nell'edizione dei registri di Innocenzo III (1198-1216); ha insegnato Storia medievale presso le Università di Innsbruck e di Vienna. Dal 1992 è membro effettivo dell'Accademia Austriaca delle Scienze e dal 1995 è Professore emerito. I suoi studi si sono concentrati soprattutto su temi di carattere giuridico-istituzionale in relazione alla storia dei rapporti tra sacerdotium e regnum nei secoli XI-XIII, nonché a problemi di diplomatica papale e di diritto canonico, il cui apporto risulta notevole sia nel fornire i fondamenti teorici della sovranità, sia nel giustificare la lotta all'eresia. A tutt'oggi ha curato l'edizione di cinque volumi dei registri di Innocenzo III (1964-1997) ed è autore di una monografia sull'esercizio della giurisdizione ecclesiastica nell'Alta e nella Bassa Austria.

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