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INDICE

 

X - 2009

Interventi


Riccardo Rao - Alessandro Dani

Attorno a beni comuni e communali
 


Riccardo Rao
Stato e proprietà collettive fra tardo medioevo ed età moderna: a proposito di due recenti pubblicazioni
State and collective property between the late middle ages and early modern times: with regard to two recent publications

Abstract

A partire dalle lettura di due recenti monografie sull’argomento (i lavori di Alessandro Dani sullo Stato di Siena in epoca medicea e di Stefano Barbacetto sulla Repubblica di Venezia fra XV e XVIII secolo), il contributo prende in esame le politiche degli antichi stati italiani sulle proprietà collettive. Mentre i Medici attuarono interventi limitati in tale settore, sin dalla seconda metà del Quattrocento la Signoria veneta dispiegò ambiziose iniziative intese a rivendicare la sovranità sulle comunanze dei territori soggetti e a incamerarne significative quote. Pur con approcci differenti, in età moderna emerge un crescente interesse dei governi centrali per gli usi civici.

This contribution examines the politics of ancient Italian states with regards to collective property by taking as a starting point two recent monographs on this argument (Alessandro Dani’s work on the state of Siena in Medicean times and Stefano Barbacetto’s work on the Venetian Republic between the 15th and 18th centuries). Whilst the Medicis’initiatives in this sphere were of a limited nature, as from the mid-fifteenth century the Venetian signoria conducted ambitious interventions aimed at acquiring significant shares and reclaiming sovereignty over the common property of the subjected territories. Despite the differences in the approaches adopted, in early modern times central governments increasingly gain interest in collective resources.

Keywords: middle ages, early modern times, collective resources, Italian regional states, historiography

 

Alessandro Dani
Dogane dei pascoli, beni comuni e sviluppo di strutture statuali nella repubblica senese (secolo XV). Terreni fecondi per un approccio interdisciplinare
Pasture customs, collective resources, and development of State structures in the Republic of Siena (XVth century). Fruitful ground for an interdisciplinary approach
 

Abstract

L’istituzione della Dogana dei Paschi nella Repubblica di Siena tra la seconda metà del Trecento e la prima metà del Quattrocento, simile in vari aspetti alle Dogane pontificie e del Regno di Sicilia, determinò una riduzione dei pascoli delle comunità locali ed una intensificazione del controllo territoriale del potere centrale, significativa se letta nel contesto di lungo periodo della lenta nascita dello Stato moderno. Nondimeno occorre rilevare che il pascolo doganale presupponeva la tipica concezione medievale della proprietà divisa, con più diritti che insistevano sul medesimo bene, nonché una concezione del demanio influenzata dal diritto feudale. Per questo non dobbiamo pensare ai territori doganali come a proprietà demaniali piene ed esclusive dello Stato, ma come a situazioni in cui il consueto intreccio di diritti reali coesistenti si complicava con l’innesto di un ulteriore tipo di dominio, connesso con quello eminente che spettava al titolare della giurisdizione superiore. Dal punto di vista del fondamento giuridico, la Dogana sembra poggiare non tanto su nuove potestà statuali egemonizzanti, quanto sulla “applicazione estensiva” di principi di diritto feudale: erano infatti i feudatari ad avere sul territorio soggetto sia un dominio diretto sia un dominio utile sulle risorse naturali eccedenti al fabbisogno della popolazione, che potevano anche concedere in godimento a forestieri..

The institution of Dogana dei Paschi in the Republic of Siena among the second half of fourteenth century and the first half of fifteenth century, similar in various aspects to the ones of the State of the Church and the Kingdom of Sicily, determined a reduction of the pastures of local communities and an intensification of territorial control of the central power, meaningful if read in the context of long period of the slow modern State’s birth. Nevertheless it is necessary to notice that Dogana’s pasture implied the typical medieval conception of coexisting separeted ownerships, with more rights that insisted on the same good, and the conception of demanium influenced by feudal law. So we must not imagine the territories included in Dogana as full properties and exclusive domains of the State, but as situations in which the usual interlacement of coexistent real rights was complicated by the graft of a further type of dominion, connected with the eminent one that was up to the holder of superior jurisdiction. From the point of view of the juridical base, the Dogana seems to lean not so much on new hegemonic State’s powers, how much on “extensive application” of principles of feudal law: in fact they were the vassals to have on their territories a dominium directum and a dominium utile on natural resources surpluses to the needs of local population, resources that they could also grant in enjoyment to strangers.

Keywords: middle ages, early modern times, collective resources, Italian regional states, historiography, Siena

©  Riccardo Rao - Alessandro Dani per "Reti Medievali"


 

Citabile come Riccardo Rao, Stato e proprietà collettive fra tardo medioevo ed età moderna: a proposito di due recenti pubblicazioni, "Reti Medievali - Rivista", X, 2009, url: <http://www.retimedievali.it>.
Citabile come Alessandro Dani, Dogane dei pascoli, beni comuni e sviluppo di strutture statuali nella repubblica senese (secolo XV). Terreni fecondi per un approccio interdisciplinare, "Reti Medievali - Rivista", X, 2009, url: <http://www.retimedievali.it>.

 

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