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Quaderni - 3
Alto medioevo mediterraneo
a cura di Stefano Gasparri

Firenze, Reti Medievali - Firenze University Press, 2005
ISBN 88-8453-129-2 (online)
ISBN 88-8453-130-6 (print)

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Indice | Abstract | Curatore  


Indice

 Stefano Gasparri, Introduzione: da oriente a occidente

Paolo Bettiolo, “Prigionieri dello Spirito”. Libertà creaturale ed eschaton in Isacco di Ninive e nelle sue fonti

Héctor R. Francisco, Autoridad carismática y disidencia religiosa. La hagiografia Siria en los siglos V y VI

Pablo Ubierna, Liturgia y apocalíptica en Bizancio: Notas sobre la leyenda del Trisagion

Jorge Bedoya e Ofelia Manzi, La imagen funeraria tardo-antigua: cristianización de motivos paganos

Hugo Andrés Zurutuza, Ambrosio de Milán y el reclutamento de los “hombres de Iglesia”. Perfíl eclesiástico de Italia del Norte durante el siglo IV

Liliana Pégolo, Relaciones de poder en el epistolario del siglo VI: el Regestum de Gregorio Magno

Hugo Andrés Zurutuza e Horacio Botalla, La Regula benedictina como principio de mutación individual y de resocialización colectiva

Cristina La Rocca, Venanzio Fortunato e la società del VI secolo

Sauro Gelichi, Archeologia longobarda e archeologia dell’alto medioevo italiano: un bilancio critico

Giorgio Ravegnani, Le unità dell’esercito bizantino nel VI secolo tra continuità e innovazione

Stefano Gasparri, La regalità longobarda. Dall’età delle migrazioni alla conquista carolingia

Gian Pietro Brogiolo, Capitali e residenze regie nell’Italia longobarda

Claudio Azzara, “... quod cawerfeda antiqua usque nunc sic fuisset”. Consuetudine e codificazione nell’Italia longobarda


Abstract

Questo libro, frutto di un incontro fra due scuole, quella altomedievistica italiana e quella tardoantica argentina, spazia dall’Italia, alla Gallia, al Mediterraneo orientale, nei secoli dal III/IV all’VIII, presentando un mondo polarizzato fra un oriente destinato a dividersi fra Bisanzio e l’Islam e un occidente costituito dalle società barbariche post-romane. L’oriente, radicato nell’eredità romano-ellenistica,è presente come fonte di esperienze religiose che influenzano profondamente l’occidente. Qui, in riferimento all’Italia, si analizzano la crescita della rete episcopale, le più antiche vicende della Regula benedettina, l’epistolario di Gregorio Magno. Nel passaggio dall’oriente all’occidente emergono in primo piano le ‘nuove’società barbariche, che si rivelano anch’esse alla ricerca di radici antiche, sia in Gallia che in Italia, quest’ultima in parte ancora legata a Bisanzio, in parte sotto il dominio dei Longobardi. Del regno longobardo, che si rivela profondamente permeato dall’eredità romana, si presentano infine aspetti importanti (la regalità, le capitali, il diritto), analizzando fonti scritte ed archeologiche.


Curatore

Stefano Gasparri (Roma, 1949) si è laureato all'Università di Roma "La Sapienza" (relatore Girolamo Arnaldi), dove è stato prima assistente incaricato e poi ricercatore. In seguito ha insegnato Istituzioni Medievali all'Università di Venezia e di Genova. Attualmente è professore ordinario di Storia Medievale e Storia dell’Alto Medioevo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Venezia. E’ stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia (1997-2003) ed è attualmente Direttore del Dipartimento di Studi Storici, sempre dell'Università di Venezia. E’ anche Direttore del Centro Interuniversitario per la Storia e l’Archeologia dell’alto Medioevo, creato dai Dipartimenti storici e archeologici delle Università di Padova, Siena e Venezia, con sede al Cassero di Poggio Imperiale (Poggibonsi, Siena). Per alcuni anni (1988-90) è stato direttore della rivista "Storia e dossier". I suoi ambiti di ricerca prevalenti sono dedicati alle società tardoantiche e altomedievali (IV-XI secolo) e soprattutto all'Italia longobarda e carolingia. Il forte interesse per lo studio delle istituzioni e per quello delle élites, evidente in tutti i suoi studi, ha prodotto lavori anche sul periodo bassomedievale, con riferimento in particolare al tema "nobiltà e cavalleria" in Italia. In questi ultimi anni ha sviluppato un marcato interesse per la questione dell’etnicità fra tardo antico e alto medioevo e per i riflessi che tale questione ha avuto sul ruolo dell’eredità barbarica nella storia d’Italia, oltre che, in definitiva, sulla formazione della stessa identità nazionale italiana.

©   2000
Reti Medievali

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